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Siamo
tutti in mezzo al mare...........
La scena evoca un mare, è tutto
coperto da un telo azzurro.
Entra nuotando un personaggio, potrebbe
essere un naufrago della vita quotidiana,
è spaesato, si è ritrovato
lì, in mezzo al mare, non si
spiega come ci sia arrivato e dove
stia andando. Sta aspettando una nave
che lo raccolga e lo porti a terra,
chissà quando arriverà?
Oggetti sommersi, anch'essi blu come
il mare, emergono qua e là
sulla scena, sul fondo una quinta
armata che si muove evocando lo sciabordio
del mare. Il nostro nuotatore, cerca
di tenersi a galla con i differenti
oggetti che di volta in volta compaiono
in scena, evoca alcuni episodi di
vita quotidiana visti con gli occhi
di un "immaginario" proprio del bambino.
La visione bambina del mondo adulto,
innocente e per questo spesso spietata,
si sviluppa in una serie di immagini
iperboliche. Il nuovo nato, a scuola
, a casa con la mamma, in viaggio
con papà, il tempo libero,
gli acquisti
...ma ogni situazione
è interrotta dall'instabilità
del mare e tutte le volte il nostro
uomo deve riprendere a nuotare, se
si ferma rischia di affogare.
Il nostro personaggio riuscirà
a raggiungere la sua nave e a riposare
forse solo dopo aver imparato a rimanere
a galla in un gioco continuo di rimescolamenti
di situazioni , proprio della vita
......
Le tecniche usate sono quelle del
teatro di attore con l'uso di oggetti
e di musica dal vivo.
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