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STELLA
STELLINA
di
Silvano Antonelli, Stefano Botti e Giorgia Zago
La
scena rappresenta una specie di piccolo teatro
di posa.
Sul fondo c'è un fondale semiovale blu
con il bordo rosso.
Il fondale è largo alla base, poggiata
a terra, 3 metri e 50 e ha l'altezza, che è
il punto centrale, di metri 2 e 60.
Sul fondale sono sparse sette stelle, bianche.
A terra c'è un tappeto di moquette blu,
anch'esso semicircolare, con il lato curvo verso
il pubblico.
Al centro, quasi contro il fondale, c'è
un cubo di legno, rivestito di rosso; una specie
di sgabello o sedile. L'impressione generale deve
essere vagamente circense. I colori ricordano
quelli della bandiera americana. Le luci sono
soffuse.
Una voce fuori campo si inserisce sulla musica
(che va a sfumare)
VOCE: Silenzio, silenzio, silenzio che iniziamo.
Accendete le luci.
Aventi i primi due.
Dal pubblico si alzano due ragazzi, un maschio
e una femmina. Lui è alto, magro e un po'
allampanato; lei è piccola e bionda.Quasi
stupiti che tocchi già a loro, salgono
sul palco o si avvicinano allo spazio scenico.
Mentre svolgono questa azione la voce continua
VOCE: Silenzio, poi toccherà agli altri.
Quando i due ragazzi si sono avvicinati, lei
alla sinistra e lui alla destra del bordo della
moquette che delimita lo spazio scenico
VOCE: Le scarpe!
I due si tolgono le scarpe e le posano ai lati
della moquette, come per non sporcare.
VOCE: Veloci!
Loro eseguono.
VOCE: Lo zaino!
Lui posa a terra lo zaino.
VOCE: Anche tu!.
Lei, che non ha lo zaino, si guarda intorno stupita
e, quindi, finge di posarne uno per terra.
Da questo momento inizia una scena nella quale
la voce detta ai due una serie di azioni che loro,
nel tentativo di essere solerti, eseguono meccanicamente
e, spesso, contemporaneamente. L'effetto deve
essere comicamente stralunato.
VOCE: Comincia tu
No tu!
Tuuuu!!!
In mezzo!
Ma non tutti e due!
In mezzo, ho detto!!!
Uno seduto e uno in piedi!!!
Basta!
Quello alto giù!
Ma non giù lì...giù là!!!
Finalmente.
La ragazza si trova, finalmente, al centro della
scena e il ragazzo è seduto vicino al suo
zaino, di lato. La voce si rivolge alla ragazza
e le pone delle domande.
Ogni volta che la ragazza accenna a rispondere
la voce la interrompe e prosegue con la domanda
successiva.
VOCE: Allora, come ti chiami?
LEI: Mmm...
VOCE: Va bene! Va bene!
Quanti anni hai?
LEI: Mmm...
VOCE: Va bene! Va bene!
Che taglia porti?
LEI: Mmm...
VOCE: Va bene! Va bene! Grazie.
Adesso tu.
Lui si porta al centro della scena, pronto
a rispondere.
VOCE: Come ti chiami? Quanti anni hai? Che
taglia porti?
Lui accenna a voler rispondere ma viene interrotto
VOCE: Benissimo! Benissimo! Seduto.
Tutti e due al centro.
VOCE: ( con tono da "discorsetto")
Dunque
sapete che stiamo cercando qualcuno
per fare
uno spettacolo sui desideri dei bambini
Sapete cosa sono i bambini?
I due fanno facce perplesse
VOCE: Quanto sono alti i bambini?
I due fanno gesti con le mani indicando diverse
altezze, come se non sapessero bene di cosa si
stia parlando
LEI E LUI: Quanto? Quanto?
La voce si scoraggia.
VOCE: (scoraggiata)Va bhé, lasciamo
perdere
Riprende il gioco degli equivoci di inizio
scena.
VOCE: Tu, siediti!
e tu stai li!
Non tu. Tu ...Tu..Tu..Tu Mettetevi daccordo
Lei fa segno a Lui di mettersi in mezzo.
VOCE: Che cosa hai preparato.
LUI: Una storia
VOCE: Va bhé
sentiamo
LUI: (fa per iniziare) Cera una
volta...
VOCE: ( interrompendo subito) Va bene!
Va bene! Siediti pure. Molto bene. Adesso tu
Lei va al centro della scena.
VOCE: E tu, che cosa hai preparato?
LEI: ...Una storia...
VOCE: Va bhé
sentiamo
LEI: Cera una volta...
VOCE: ( interrompendo subito) Va benissimo!
Va bene! Siediti pure.
Tutti e due al centro
Uno di qua e laltro di là
Un po più di qua
un po
più di là
Ma non appiccicati!!!!
Col mimo come ve la cavate?
Sguardo soddisfatto di Lui. Sguardo perplesso
di Lei.
VOCE: Prima tu, poi tu.
Lei, per evitare le manfrine precedenti, allontana
Lui e resta al centro della scena.
VOCE: (riferendosi al mimo) Mi raccomando
una cosa semplice
che si capisca
... via!
Lei mima di lavarsi i denti con uno spazzolino.
VOCE: Bene.. Che cosa hai fatto?
LEI (cercando di dare importanza alla misera
azione mimica appena conclusa): Era Biancaneve
e
i Sette Nani che si lavavano i denti con Cenerentole
e pollicino
un po tutti
Qui
Quo
Qua..
VOCE: (riferendosi a lui) Bene
.
Adesso tu. Mi raccomando
qualcosa di semplice..
quello che vuoi
Basta che si capisca
via!
Lui fa un'azione molto ieratica, concentratissimo,
con complicatissimi movimenti di espressione corporea.
Ad un certo punto, preso dall'azione, si aggrappa
al fondale e sembra volervisi arrampicare.
VOCE (richiamando con forza) Fermo! Fermo!
Fermo che tiri giù tutto!!!
Lui si ricompone
VOCE: Che cosa hai fatto?
Lui (cercando di spiegare la "profondità"
di ciò che ha fatto) Era un pezzo di
formaggio
tirato fuori dal frigo
proprio dal sacchetto
che passava nella
grattugia
e cadeva su un piatto di spaghetti
con il sugo rosso
che mi piace
poi si scioglieva
. Ma non ci sono arrivato.
VOCE: (perplessa) Va bene. Aprite la
scatola.
I due si guardano intorno come cercassero qualcosa...
Quella lì!
I due si avvedono del cubo e sollevano il coperchio...
VOCE: Dentro cè della roba
per fare il teatro. Cercate due burattini
..
I due estraggono alcuni oggetti dal cubo: una
spina elettrica, un trapano, una sega...
VOCE: (Ogni volta che appare un oggetto)
Ma non quello!!
(con impazienza) Due burattini
due
bastoni...
Loro tirano fuori dalla scatola due bastoni
lunghi circa 50 centimetri.
VOCE: Fate finta che siano due burattini
uno è cappuccetto
chi lo
fa?
LEI: (con prontezza) Lo faccio io
VOCE: Laltro è ...
LUI: (completa la frase per essere solerte)
Braccio di Ferro!
VOCE: (tonante) Il lupo!!!!!
Preparatevi!!!
I due fanno gesti di grande concentrazione
Improvvisate!
I due fanno versi come se uno fosse Cappuccetto
Rosso che canta e l'altro il Lupo che ulula. L'effetto
è penoso. agitano i bastoni come spade.
VOCE: Sono dei burattini. Bisogna muoverli
quando si parla. Fermi
fermi
posate
per
terra
I due posano i due bastoni per terra, uno a
sinistra e l'altro a destra dello spazio scenico.
VOCE: In mezzo, lultima cosa.
I due si mettono in piedi al centro della scena,
affiancati
VOCE: Rispondete
A che età cominciano a parlare i bambini?
LEI e LUI: (all'unisono) 5 anni / 13 anni
VOCE: A che età cominciano a camminare
i bambini?
LEI e LUI: (all'unisono) 27 anni / 94 anni
VOCE: A che età nascono i bambini?
LEI e LUI: (all'unisono) Abbastanza presto
/ quasi subito
VOCE: Cosa vi viene in mente se vi dico la
parola
Biberon?
LEI e LUI: (all'unisono) Un missile/ Un missile,
come lui
VOCE: E se vi dico Triciclo?
LEI e LUI: (all'unisono) Cerotto / Risotto
VOCE: E se vi dico Cerotto?
LEI e LUI: (all'unisono) Triciclo /Risotto
VOCE: ( facendosi più seria) Va bene,
smettiamo qui. Attendete un momento che verifichiamo
il vostro punteggio. Non toccate niente.
I due si guardano un poco allibiti.
Si portano ognuno verso le proprie scarpe e armeggiano
per infilarsele.
LEI: Ma
secondo te
che cosa
sono sti desideri dei bambini?
LUI: Ma cosa me ne importa a me dei bambini!!!
Io voglio fare il teatro
i bambini
facciano quel che vogliono!!!
LEI: No, perché secondo me quando un
bambino pensa tanto a una cosa
Improvvisamente la stella posta in alto, al
centro del fondale, cade fragorosamente sul cubo.
I due si guardano stupiti. Lui la raccoglie, la
riappiccica e entrambi tornano a mettersi le scarpe
LEI: (come proseguendo il ragionamento
interrotto) Dicevo, quando i bambini pensano
tanto una cosa...
Cade nuovamente la stella Sono stupiti.
Di nuovo Lui la riappiccica con variante (ci sputa
sopra, la friziona con la manica, ecc). Prova
se sta su soffiando. Ritornano ai loro posti.
LUI: (come rispondendo) ...Ma figurati
se i bambini pensano
. Avranno una testa
grossa
così
..
Fa segno con le mani come per indicare una
piccola sfera.
Cade ancora la stella. Lui fa per riattaccarla.
Lei gli fa segno di fermarsi perché la
riattaccherà Lei. La posiziona in basso.
Lui, con aria sbruffoncella, le fa segno di alzarla.
Lei lo fa ma per lui non è ancora sufficiente.
Questa breve azione si ripete alcune volte fino
a quando Lei si ritrova in punta di piedi, con
il braccio teso, e per Lui l'altezza della
stella non basta ancora.
Lei, un po' seccata, gli fa segno di prendere
uno dei bastoni usati in precedenza per fare i
burattini (il più lungo dei due).
Spingendola con il bastone fa scivolare la stella
verso l'alto.
E' orgogliosa dell'esito.
LEI: Hai visto?! Bastava pensarci...
Così dicendo si gira su se stessa e
si porta verso il proscenio tenendo in mano il
bastone col quale ha posizionato la stella.
Quando è in proscenio, fronte al pubblico,
si accorge che la stella è rimasta appiccicata
al bastone.
L'effetto deve essere quello di far sembrare il
tutto (bastone più stella) una bacchetta
magica.
Lui, che si è accorto della debacle, dal
fondo ridacchia.
Lei, come cominciasse ad avere un'idea in testa
agita il bastone come una vera bacchetta magica.
Di colpo il coperchio del cubo, come per magìa,si
solleva.
Lui è esterrefatto.
Lei rifà il gesto precedente e il coperchio
si richiude.
Lui è esterrefatto e un po' preoccupato.
Lei, che ci ha preso gusto, rifà il gesto
per la terza volta. Il coperchio si riapre.
Lui non sa cosa fare.
Lei ora esegue il gesto facendo roteare intenzionalmente
nell'aria la bacchetta.
Dal cubo viene gettata a terra, in direzione di
Lei, una spina elettrica C.E.E. Gialla.
Lei si avvicina con aria interrogativa verso l'oggetto
e porge a Lui la bacchetta.
Lui la agita proprio nel momento in cui Lei tocca
la spina.
LEI: (come entrasse in un'altra dimensione
e assumendo un tono da mamma) Non si gioca
col telefono! Quante volte te lo devo dire! Adesso
metti a posto i giochi che la mamma
deve fare una telefonata importante.
Lui, stupito dell'atteggiamento di Lei, accenna
a un'obiezione.
LUI: Ma quali giochi?
Dal cubo viene lanciata verso di Lui una spina
C.E.E. blu e Lui, come rapito, si comporta, d'ora
in poi, come bambino che deve riordinare i giochi.
LUI: Va bene, mamma!
Dal cubo però i giochi escono a raffica
e Lui non riesce a tenere il ritmo nel rimetterli
dentro.
La "mamma" intanto telefona dicendo, in un crescendo
generale di ritmo
LEI: Si...ma certo che vengo. Figurati
se non vengo! No, devo solo sistemare il bambino.
Lo porto dalla nonna
che lo porta dalla
zia
che lo porta da mia sorella
che lo
porta dalla vicina
che lo porta in piscina
che poi va a inglese
che va a
pallavolo
che cè un nido che
è aperto fino a tardi
che poi
si arrangia.
Intervalla la telefonata con altre frasi rivolte
al "figlio"
LEI: Metti a posto!
Più in fretta!
Tutto quanto!
Ad un certo punto, all'apice del crescendo,
a Lui sfugge un oggetto che colpisce Lei.
LEI ( guardandolo furiosa) Glielo dico
a Papà!
Lui, come intimorito, ripete alcune volte la parola
"papà" e, come in una dissolvenza, si alza
in piedi, emette una voce sempre più grave
e strappa la presa C.E.E. gialla dalle mani di
Lei
LUI: A Papà non si prende il rasoio
per giocare al telefono. Finisci i biscotti che
questa
mattina ti porto a scuola io. E in fretta che
mancano solo dieci minuti!
Usa la spina come fosse un rasoio e finge di farsi
la barba facendo il rumore con la voce. Dietro
di Lui la "bambina" usa le tante spine e prese
rimaste in scena come fossero biscotti ma, quando
il papà non vede, ci gioca fantasticando.
LUI: (contando i minuti) In fretta che
mancano cinque minuti.
Quando il "papà" si gira la "bambina" fa
finta di mangiare le spine infilandosele nella
maglia.
LUI: Sei pronta?
Lei, che nel frattempo ha fatto sparire sotto
la maglia tutte le spine, si alza in piedi
LEI: (trionfante) Sono pronta!
Da sotto la maglia cadono a terra tutte le spine.
Il "papà" è furioso
LUI: Glielo dico alla mammma!
In un gioco di alternanza, alzandosi e abbassandosi,
i due si puntano contro il dito e altercano
LUI: Lo dico alla mamma!
LEI: Lo dico al papà!
LUI: Lo dico alla mamma!
LEI: Lo dico al papà!
LUI: Alla mamma!
LEI: Al papà!
LUI: Mamma!
LEI: Papà!
LUI: Mamma!
LEI: Papà!
LUI: Mamma!!
LEI: Colpa tua!
LUI: Colpa tua!
LEI: Ah siiiii!?...Ma se sei tu che gli insegni
certe cose!!!
LUI: Iooooo!?!?!? Ma se sei tu che gli dai
da mangiare ste schifezze!!!
LEI: E tu che non ci sei mai e lo riempi di
giocattoli!!!
LUI: Non sono giocattoli! Sono biscotti!
LEI: Sono biscotti!? Sono giocattoli!
LUI: Biscotti!
LEI: Giocattoli!
Sul litigio si inserisce una musica. E' una
melodia della filastrocca popolare "Stella stellina".
Questa musica si sentirà alcune volte durante
lo spettacolo, a sottolineare i momenti in cui
scatta il desiderio bambino.
A seconda delle scene avrà tipo diverso
di sonorità
Loro continuano a litigare mimicamente.
Quando svanisce la musica il loro litigio è
identico ma, invece di parlare, Lui abbaia e Lei
miagola.
Sono, per un attimo, stupiti.
Dal cubo spunta una spina C.E.E. bicolore
sorretta da un tubo nero.
E' un "microfono".
Lei lo prende e inizia a parlare come fosse la
presentatrice di un circo.
LEI: Signore e signori, ecco a voi il papà
più bravo del mondo..!!
Durante tutta questa scena mentre parla, lei evoca,
canticchiandola, una musica da circo.
Prende dal cubo un adattatore elettrico con due
spine unite da un corto cavo.
Lo mostra al pubblico e, lanciandolo lontano come
fosse un osso, dice
LEI: Se al mattino ti promette un gioco
alla sera te lo porta!
Il "cane" esegue.
LEI: Bravo, bravo!
Guardate Signori, lo riporta unaltra
volta.
Lo riporta sempre!!!
Ed ora un numero più difficile
Estrae dal cubo l'asta del microfono e la tende
davanti e sé, come fosse un ostacolo da
saltare.
LEI: Il papà che fa i salti mortali
per tornare a casa prima dal lavoro.
Il "cane-papà" salta tre volte l'asta poi,
compiaciuto, fa un giro di pista.
LEI: E ora un esercizio pericolosissimo. Vieni
qua!
Lui si avvicina. Lei lo lega con un pezzo di cavo
come fosse un guinzaglio
LEI: Anche se il papà è arrabbiato
(al cane) Fa vedere come sei arrabbiato!!
(lui esegue)
Arrabbiatissimo ( lui si inferocisce ancora
di più ) A lavorare ha litigato con
tutti! ( il
cane papà è preso da un crescendo
di ferocia ad ogni situazione che lei cita)
C'erano quattro semafori rossi. Quando è
arrivato a casa non cera niente da mangiare
Nonostante tutto, signore e signori ..
( fa un cenno a Lui che si mette di profilo
e apre la bocca come un leone che deve fare il
numero della testa in bocca. Lei gli mette un
dito in bocca) Nonostante questo, non morde!!!
Bravo!!!
Il "cane" gira per la scena raccogliendo gli applausi
del pubblico
LEI: E adesso, signore e signori,
Lui si alza, le prende il microfono dalle mani
e ripete l'ultima frase di Lei
LUI: E adesso, signore e signori,
la
mamma più brava del mondo!!!
Lei si accovaccia a terra, al centro della scena,
come fosse una gatta.
LUI: Guardate. signore e signori, anche se
si sta mettendo a posto le unghie ... (prende
dal
cubo degli stringicavo di gomma e li porge a Lei,
che li infila nelle dita come fossero
delle grandi unghie) Guardate che belle unghie
Anche se hai appena tirato una pallonata
contro il lampadario del bagno
lei
non ti graffia ma ti accarezza!!
Lei esegue
LUI: Ancora più difficile.
Anche se la mamma è a dieta
più
a dieta .. ancora più a dieta (lei stringe
le guance
per sembrare più magra) ti lascia mangiare
due gelati al giorno ed è anche
contenta!!!
Lei usa come gelati e poi come clave due spine
che Lui le porge.
LUI: E ora signore e signori, un numero
veramente speciale! Anche se è bruciato
larrosto
(lei annusa nell'aria). Anche se la parrucchiera
le ha sbagliato il colore dei capelli ( lei
si tira i capelli con le mani e lancia un urlo).
Anche se le hai raccontato una barzelletta
che non fa assolutamente ridere
lei si
contorce ( lei piega una gamba); si contorce
(
lei piega un braccio sotto la gamba)
si contorce
(lei mette l'altra gamba
dietro la
testa)
dalle risate!!!
Lei ride e, così storta, saluta il pubblico
e si alza
LEI E LUI: (allunisono) E ora, signore
e signori, hop!
Il nostro papà hop!
E la nostra mamma hop!
Eseguiranno un numero di hop! - altissima
hop! precisione ! hop -!
(fanno un rullato con le mani sul cubo e, sempre
dicendo "hop!" estraggono delle
spine e costruiscono una specie di pupazzo)
Un Fratellino!!!
Lo portano in parata nello spazio scenico
LEI e LU: Il fratellino più bravo del
mondo!!
Questa scena si sviluppa con loro che descrivono
il fratellino e, contemporaneamente, strapazzano
il "pupazzo" che hanno costruito.
LEI: Lo tiri e non si strappa
LUI: Cade e non si fa male
LEI: Cade unaltra volta e non si fa niente
LUI: Puoi picchiarlo
LEI: Stropicciarlo
LUI: Fargli il solletico
LEI: Saltargli sopra con i piedi
LUI: Ma lui ride sempre e non lo dice al papà
e alla mamma.
Durante questa scena mimano col "pupazzo" le azioni
che elencano.
LUI: E adesso, signore e signori, il fratellino
(rivolta a lei) Mi tenga il fratellino
..
Così dicendo lascia il "fratellino" nelle
mani di lei e si avvicina al cubo, dal quale
estrae due prese elettriche multiple (ciabatte)
che, infilate nelle spine che nel pupazzo
simulano i piedi, fanno sembianza di scarpe. Annuncio
trionfante
Impara a
camminare!!!
Trionfante giro di scena
LEI: Un ultimo numero, signore e signori. Il
più sorprendente. Il più entusiasmante.
Il più
che non vengono nemmeno le parole ( rivolto
a lui) ..Mi tenga il fratellino Lei si
avvicina al cubo e, con uno schiocco di dita,
lo fa scendere sino a terra. Lui si siede
sul bordo del cubo
LUI: Il fratellino cresce .. e uno!
Lei sale sulle spalle di Lui
Il fratellino cresce .. e due!
Lei solleva il pupazzo, che ha ricevuto dalle
mani di Lui, sopra la propria testa
Il fratellino cresce .. e tre!!!
Girano in parata per la scena uno sulle spalle
dell'altro.
LUI: (facendosi improvvisamente serio e
sollevando la testa per guardare Lei), Ferma,
ferma
Ma quanto sono alti questi bambini?
Si fermano entrambi come se tornassero nella "normale"
situazione iniziale.
LEI: Bisognerebbe misurarli.
Così dicendo, appoggiandosi al cubo,
Lei scende dalle spalle di Lui, apre il cubo,
vi mette dentro il "pupazzo". Richiude. Dopo un
attimo di attesa si sente "Stella stellina" provenire
da dentro il cubo. I due guardano il cubo. Il
cubo si apre e butta fuori un metro giallo da
falegname.
Lei lo prende e se lo rigira tra le mani.
LUI: Come si fa?
LEI: Si fa così!
Cominciano una serie di "immagini" evocate dalle
varie forme che è possibile far assumere,
manipolandolo opportunamente, ad un metro da falegname.
Le frasi che seguono citano le immagini che sono
così costruite in scena
LEI: Voglio diventare grande, così ho
una casa tutta per me
con una strada
LUI: (proseguendo la stessa evocazione)
... e in fondo alla strada cè unaltra
casa
dove
abito io. Ciao (rivolta a lei)
LEI: Ciao
LUI: Poi, quando divento grande, vado ad abitare
lontano, in fondo alla strada
LEI: Allora io voglio diventare piccola per
giocare sempre...
LUI: Allora anchio voglio diventare piccolo
così quando cè la luna nel
cielo mia mamma
mi culla.
LEI: Allora io prendo tanto sole che mi fa
diventare grande...
LUI: Allora io divento grande e guido il trattore
LEI: Allora io divento piccola e faccio le
bolle...
Lui si avvicina al cubo e bussa, come per chiedere
qualcosa.
Dal cubo esce un altro metro che Lui "trasforma"
in un fucile.
LUI: PUM
spara alcune volte fingendo di colpire le bolle
di sapone che Lei va facendo.
LEI: Allora io divento una mamma
LUI: Allora, allora .. io divento un pesce
LEI: Allora io divento una ragazzi
LUI: Allora io suonavo la chitarra.
LEI: Allora io ballavo
LUI: Allora io avevo un palloncino
LEI: Anchio avevo un palloncino
quasi uguale
LUI: E guardavamo insieme...
LEI: ... larcobaleno
LUI: E pensavo che diventavo vecchio
LEI: ... E quando siamo vecchi...
LUI:
chiedo a Babbo Natale...
LEI:
e alla Befana..
LEI e LUI: ... di farmi diventare piccolo.
I due metri, modificati, diventano l'uno un
fiocco e l'altro il nastro del medesimo fiocco.
I due appoggiano il fiocco e il nastro sul
cubo che, così addobbato, viene a sembrare
un pacco regalo.
Su una versione "mistica" della musica di "Stella
stellina" il pacco prende ad alzarsi e i due indietreggiano
ai suoi lati, Lei alla sinistra e Lui alla destra
del cubo.
Sono a bocca aperta e sospirano come avessero
una visione.
Cadono entrambi in ginocchio.
D'ora in poi segue una scena nella quale i due
fanno una serie di "rituali" per propiziarsi il
regalo.
LUI: E' per me!
LEI: E' per me!
LEI e LUI: No, è per me! Toccati il
naso, toccati il naso!!
Eseguono. Si avvicinano verso il centro e protendendo
le mani intrecciano il dito mignolo
LEI e LUI: Flic Floc .
Il gioco non riesce. Si disperano. Riprovano
LEI e LUI: Flic !!
Il gioco è riuscito. Sono contenti ma parlano
sempre sottovoce per non disturbare i numi.
LEI: Io ho chiesto
LUI: (interrompendola) Non si dice
non si dice
( rivolto al pacco) Non lha
detto!
Lui avanza verso il proscenio, sempre restando
alla destra della scena. Fa segno a Lei di raggiungerlo.
Lei si avvicina e gli dice nell'orecchio qualche
cosa.
Lui fa vedere di immaginare cose meravigliose.
Ora tocca a Lui parlare nell'orecchio di Lei.
Scena come la precedente.
LEI: E' come il mio (s'intende il regalo
chiesto).
Lei stacca un capello a Lui, come fosse un rito
propiziatorio, ma si giustifica dicendo con aria
angelica
LEI: Ti è caduto un capello..
Quindi soffia il capello nell'aria e il gioco
di entrambi diventa quello di non farlo cadere
per terra, sempre soffiando. Si rotolano, contorcono,e
da ultimo Lui, con un soffio, fa a Lei una sorta
di assist calcistico e lei con un piede lo indirizza
verso la sommità del cubo.
LEI e LUI: (girati verso il pubblico gridando)
GOOOOAAAALLLL!!!!!
Entrambi esultanti si spostano verso i vertici
più avanzati sinistro e destro della scena
e dicono come in un tentativo di autoconvincimento
LEI e LUI: Lo voglio! Lo voglio! Lo voglio!
Ogni volta si girano verso il pacco per verificare
se la loro frase abbia sortito qualche effetto.
Nulla. Di profilo, uno di fronte all'altra fanno
una conta.
Lei fa roteare gli avambracci
LUI: ( ad un certo punto) Stop
LEI: (fa la conta) Ti-pi-a-ce-la-me-la?-E-an-che-la-pe-ra?
Non accade nulla.
LEI e LUI: Stiamo buoni, stiamo buoni
Rivolti verso il pubblico, a gambe incrociate,
in una posizione vagamente meditativa. Occhi chiusi.
Seguono una serie di frasi che i due dicono aprendo
e chiudendo ora un occhio ora l'altro.
LEI: Dormi?
LUI: SI! E tu?
LEI: Anchio!
LUI: Sogni?
LEI: Si!
LUI: E che cosa stai sognando?
LEI ( azzardando una risposta) Sto sognando
una cosa belliss...
LUI: (zittendola) Non dirlo...non dirlo...
(rivolto al cubo) Non lha detto!
Ad occhi chiusi mimano delle azioni come se
stessero sognando e le commentano vocalmente facendone
i rumori.
Lui mima di fare un volo in aereo, Lei di nuotare
in un mare di cose da mangiare... Ad un certo
punto l'aereo precipita e i due con una mano si
mettono a cercare qualche cosa. Le mani si toccano
e, come avessero afferrato contemporaneamente
lo stesso oggetto (che si suppone essere un telecomando),
si girano di schiena al centro, affiancati come
se stessero guardando la televisione. Mimano di
schiacciare il telecomando e contemporaneamente
si lasciano cadere sdraiati in avanti.
Il cubo si illumina, lasciando intravvedere la
sagoma di un televisore. Dal televisore esce una
musica allegra, a metà strada tra quelle
dei cartoni animati e quelle delle pubblicità.
Nello schermo del televisore, con tecnica di teatro
d'ombre, si muove una stella. Loro eseguono, così
sdraiati come sono, una sorta di balletto coi
piedi. Ad un certo punto la televisione comincia
a fare strani rumori, come se non fosse ben sintonizzata.
L'immagine della stella si sfuoca.
I due hanno un soprassalto.
Si alzano e le si avvicinano per aggiustarla.
Danno colpi sul cubo poi, mentre Lei traffica
con l'antenna, Lui apre il cubo ed estrae vari
attrezzi (martello, sega,ecc).
L'operazione dura alcuni istanti e, quando Lei
con il metro-antenna ha creato la forma di un
cuore, la televisione si riaccende.
Dentro lo schermo ora c'è l'immagine stucchevole
di un cuore formato da tante stelle.
Lui estrae da dentro il cubo un faro da 350watt.
Parte una musica sdolcinatissima.
Da questo momento il faro, acceso, verrà
portato a spasso per la scena ad illuminare i
vari siparietti che i due vanno ad eseguire.
Lei di colpo si porta in proscenio, sul lato destro
e cadendo in ginocchio, illuminata da Lui
LEI: (accompagnandosi con una gestualità
di maniera) Ti voglio tanto bene, mamma! Sei la
mia migliore amica!
Il balletto prosegue. Lui si porta sul fondo,
lato sinistro. Lei lo illumina cambiando colore
alla gelatina del faro.
LUI: Ma quanto sei forte, papino. Da grande
voglio essere proprio come te!
Riprende scena come sopra. Entrambi in centro.
LEI e LUI: Non mangiamo più schifezze
da quando la nostra mamma ci compra queste cose
così
buone. Sembra di andare sempre al ristorante.
Grazie Mamma!!!
LEI: (con intonazione tragica) Facciamo la
pace, non la guerra
Poi, avvedendosi che il faro non la stava correttamente
illuminando, apostrofa Lui
LEI: Il faro dallaltra parte, imbecille!!!
Scena di Lui
LUI: Io amo tutti gli animali! Amo gli uccelli,
amo
il serpente, amo persino il leone!
Ma
lanimale che amo di più, sai quale
è? E il pony!!!
Scena sempre danzata. Si scambiano vicendevolmente
il faro e illuminano particolari dei vestiti
dell'altro, come se ne fossero sorpresi
LEI: Fa vedere
fa vedere
fa vedere
ma questa è nuova!!!
LUI: Fa vedere
fa vedere
fa vedere
ma questi sono nuovi!!!
LEI: (facendo girare Lui di spalle)Girati
girati
. Girati
E lo zaino?
LUI: Lho dato ai bambini poveri.
Accennano a riprendere a ballare
LEI: (si interrompe come se le sovvenisse
un pensiero) Ah già!!! Era rotto!!!
Balletto fino a posizionarsi ai lati del cubo,
Lei a destra e Lui a sinistra. Ultima frase
LEI e LUI: Quello che conta non sono i soldi
no no no. E lamore!!!
Si schioccano un bacio avvicinando i visi incorniciati
dall'antenna-cuore. L'antenna cade verso il dietro
e il cuore sparisce.
LUI: (Come ritornassero in sè) Ma quanto
si sposano i bambini?
Iniziano a discutere sul tema
LEI e LUI: Ma i bambini maschi o i bambini
femmina?
Mentre continuano a parlottare parte la musica
di "Stella stellina".
I due, , dicono
LEI e LUI: (come entrassero in un'altra
dimensione) Si maestra, glielo dico subito.....
Da dentro il cubo prende un foglio di carta,
che, in verità è un manifesto teatrale.
Lo gira al contrario e lo sistema sulla parete
anteriore del cubo. E' una superficie sulla quale
disegnerà.
In mezzo a loro, da dentro il cubo appare un pennello
per dipingere. Lo afferrano insieme, poi Lui lascia
a Lei di prenderlo.
Lei, dice
LEI: (guardando il pubblico ma, contemporaneamente
disegnando sulla faccia anteriore del cubo) Ho
disegnato una principessa
che aveva gli
occhi e i capelli e cera lerba e le
farfalle
Mentre così dice spalma pennellate a commento
delle proprie parole. Indi dà il pennello
a Lui che, fingendo di intingerlo all'interno
del cubo, lo scambia con un altro pennello che
è già impregnato di un altro colore.
LUI: (proseguendo e commentando il disegno)
Io invece ho disegnato che cera un principe
che era un astronauta e che delle volte era anche
un pompiere, e il principe aveva
unastronave e un bellissimo pony.
LEI: (Scambio di pennello e di colore)
Alla principessa il pony non piaceva, ma il principe
un po e gli dava la mano
LUI: (c.s.) E anche il principe dava la mano
e cera il sole e la neve e pioveva forte
e il
pupazzo
Disegnano a quattro mani sino a che non mettono
via il pennello e Lei ne prende un altro impregnato
di colore rosa. Dice
LEI: E la principessa aveva le guance rosa
Così dicendo si rivolge con intensità
verso il pubblico e si disegna due cerchi rosa
sulle sue proprie guance. Lui prende un pennello
azzurro e, con il medesimo atteggiamento, dice
LUI: E il principe aveva gli occhi azzurri.
Si disegna due cerchi azzurri intorno agli occhi.
I due si guardano.Dal cubo spunta un mazzo
di pennelli, come fossero fiori. Lui ne prende
uno e lo usa a guisa di cravatta
LUI: E io andavo a lavorare
Da questo momento i due prenderanno progressivamente
tutti i pennelli del mazzo e li useranno come
elementi delle loro scene; scene che mimeranno.
LEI: E io facevo da mangiare
LUI: E io
andavo a lavorare
LEI: E allora io pulivo la casa
LUI: E allora io ....(ci pensa un po')...andavo
a lavorare
LEI: E allora io facevo i bambini.
LUI: E io
andavo a lavorare
LEI: (seccata) E allora andavo a lavorare
anchio.
LUI: E allora lavoravamo tutti e due
LEI e LUI: Guadagnavamo un mucchio di soldi.
E finalmente ci compravamo un
LUI: ... pony!!!
LEI: Cane
LUI: (deluso) Un gatto
LEI: Un criceto
LUI: Un uccellino
Dal cubo viene lanciato in scena un libro (realmente
una copia de "Le stelle nascoste").
Lei si china a raccoglierlo
LEI: (nel rimetterlo dentro al cubo)
Se sei stato bravo!
Il libro viene nuovamente lanciato in scena.
Lui lo prende e, nel rimetterlo dentro, lo
muove leggermente quasi come se il libro aperto
fosse la sagoma di un uccello in volo. Deve essere
una cosa solo accennata che cresce durante tutta
questa scena.
LUI: Se sei stato fermo!
Nuovamente il libro viene lanciato in scena. Lei
lo prende:
LEI: (nel rimetterlo dentro al cubo)
Se non studi!
Altro lancio del libro. Lui lo rimette
dentro dicendo:
LUI: (c.s.) Se stai zitto!
Ogni volta che il libro viene rimesso nel cubo
il cubo medesimo si abbassa di un poco e, sull'ultima
frase, ritorna a terra. Ora parlano insieme quasi
trattando il cubo come un bambino. Chiudono il
coperchio dolcemente dicendo:
LEI E LUI: (chiudendo il coperchio dolcemente)
E adesso chiudi gli occhi e dormi.
Si accovacciano ai lati del cubo, seduti a
terra, come se anche loro stessero per dormire.
Parte una versione rarefatta e "lunaire"
di "Stella stellina" e Lei prende a
raccontare una storia.
Più che raccontare la evoca. Poi Lui si
aggiunge e si rimpallano le varie frasi l'un l'altro.
LEI e LUI: C'era una volta una bambina
che voleva volare
perché nel cielo
stava più fresca
e perché
nel cielo cerano gli uccelli
Su questa frase estraggono e animano delle specie
di marionette che, in verità, sono due
libri, come quello precedentemente apparso. Li
muovono per la scena come fossero uccelli in volo.
La storia prosegue:
LEI e LUI: ... delle volte andava giù
ma poi tornava in alto
gli occhi
le bruciavano
i capelli le volavano
il cuore le batte forte
perché non
ha mai volato
e ha un po paura
Ripetono queste specie di storia per due volte:
la prima alternandosi nel dirne le frasi, la seconda
sovrapponendosi leggermente nel dirle, quasi fosse
un canone. Quando finisce la seconda ripetizione
Lei, di colpo lascia cadere la sua "marionetta"
nel cubo
LEI: (tornando presente a sé stessa)
E se non ci prendono?
LUI: (lasciando cadere a sua volta la sua
"marionetta" nel cubo) Ma figurati
se non ci
prendono
LEI: E se prendono solo uno?
LUI: Allora prendono me!
LEI: E io?
LUI: E tu ti arrangi!
LEI: (come se ci ripensasse) Se non mi prendono
il primo bambino che becco
il primo bambino
che becco ...
Avanza minacciosa verso il proscenio e, continuando
a ripetere la frase precedente, prende dal cubo
una lunga e spessa corda marrone e la arrotola.
Quando ha finito di arrotolarla la posa sul cubo.
LEI:
Il primo bambino che becco lo trasformo
in cacca!!!
La corda così arrotolata evoca infatti
una "cacca".
LUI: (prendendo la corda tra le braccia,
come fosse un bambino piccolo) Ma no, poverino,
che cosa ti ha fatto?
LEI: (come un bambino offeso) Lo so
io che cosa mi ha fatto! Perché la mamma
lo tiene
sempre in braccio e me no!
LUI: (come volesse trovare delle giustificazioni)
Ma forse non ha ancora imparato a
camminare
Lei prende la corda e la fa "camminare"
per tutta la scena
LEI: Ma no, fa finta, perché quando
la mamma non guarda io lho visto che corre!!!
( con
foga) E anche a scuola mi hanno detto che ero
io che parlavo, ma non ero io e ho preso
la nota lo stesso!!! Anche la scuola
Durante questa scena giocano con la corda a evocare
le azioni che descrivono.
LUI: Ma forse stava solo guardando fuori dalla
finestra!!!
LEI: E anche la minestra che devo finire
tiè!
E anche lavarsi!!!
E anche tutto il mondo
tiè!!!
LUI: (riuscendo finalmente a dire una frase
intelligibile) Ma perché???
LEI: Perché ce lhanno tutti con
me... (Guardando Lui) Anche tu!
LUI: Io???
LEI: SI! Perché tu sei alto e io sono
piccola!!!
Dicendo questa ultima frase Lei ha tolto da sotto
i piedi di Lui, il sostegno di un'asta del microfono
e l'ha spostata verso l'altro lato della scena.
Questo particolare sarà importante per
la scena successiva.
LUI: Piccola quanto?
Lei, tra l'arrabbiato e l'offeso, prende da terra
il bastone col quale all'inizio aveva fatto il
burattino, protendendo il braccio verso il centro
della scena, con la faccia rivolta dall'altra
parte.
LEI: Così!
Lui, seguendo l'esempio, raccoglie l'altro bastone
(che è più lungo) e lo accosta a
quello di Lei.
Constatando che effettivamente è più
lungo gongola soddisfatto. Lei, ulteriormente
offesa, ritrae di scatto braccio e bastone
LEI: E io allora parlo solo con chi voglio
io!
LUI: E allora anchio parlo solo con chi
voglio io!
Ora sono uno alla destra e l'altro alla sinistra
dello spazio scenico, si voltano le spalle e nascondono
all'altro il bastone.
Si sente la musica di "Stella stellina". Quando
la musica finisce i due bastoni sono diventati
per ognuno una sorta di "amico immaginario". Lei
comincia a parlare col bastone, come fosse un
altro bambino e Lui risponde come se stesse parlando
col suo.
LEI: Come ti chiami?
LUI: Eehhmmm...Non mi ricordo, e tu?
LEI: Eehhmmm...Non mi ricordo neanche io.
LUI: Lei? L'ho incontrata al provino
LEI: Lui? Era qui...
LUI: Ma tu che sai tutto
sai mica...
LEI:
.Come sono fatti i bambini?
LEI e LUI: (come qualcuno stesse loro parlando)
Come???
Si dirigono verso il pubblico, come se "l'amico
invisibile" avesse loro indicato di guardare
in quella direzione. Vedono i bambini del pubblico,
come li scoprissero solo in quel momento, si dicono:
LEI e LUI: (insieme)Guarda, sono piantati nelle
scarpe....
Si portano ognuno verso il proprio paio di scarpe
abbandonato sin dall'inizio dello spettacolo a
lato della scena e sempre chiacchierando mettono
i due bastoni in piedi tra le scarpe. Questa immagine
resterà sino alla fine dello spettacolo.
Proseguono come stessero costruendo-descrivendo
un pupazzo di neve.
LEI e LUI: Hanno delle cose che si piegano.
(evocano le braccia)
Anche qui (evocano le gambe)
E una cosa tonda qui (evocano la testa.)
Chissà cosa cè dentro?
(Si incalzano a vicenda)
Forse è piena di cacca...
Ma no! Di uccellini
Di principesse e principi
Di pony
Di cartoni animati
Di pacchi regalo
Di giocattoli
Di stelle
Trasalgono ricordando che non hanno ancora risistemato
la stella dell'inizio.
LEI e LUI: La stella!!!
Dovè finita???
Era caduta qui
Indicano il cubo.
LUI: Andiamo a vedere
LEI: Ma non sarà pericoloso?
LUI: Comincia ad andare tu.
Lei entra nel cubo e, piano piano, vi sparisce
(in realtà sparisce sul retro).
Lui la segue. Quando è quasi sparito alla
vista del pubblico si ferma pensieroso e dice:
LUI: Ma cosa centrano i bambini con le
stelle? Mha
Sparisce nel cubo richiudendone il coperchio.
Durante questa scena dietro il coperchio, all'insaputa
del pubblico, è stato posizionato un biberon
ricoperto di bianco. Un po' sembra una stella
trasformata in biberon. Il biberon, attraverso
un meccanismo di calamite, si mette a "viaggiare"
verso l'alto sul fondale, come fosse un missile.
Sotto questa scena c'è una versione corale
di "Stella stellina".
Quando il biberon arriva nella posizione in cui
era la stella mancante si ferma, quasi a prenderne
il posto.
Sempre sulla musica cadono progressivamente a
terra le altre sei stelle attaccate al fondale.
La musica sfuma sino a zittirsi mentre le luci,
progressivamente, si spengono.
FINE
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