Carlo Brizzolara
Un nonno che è una storia

Nella sua vita Carlo Brizzolara è stato tante cose. Studente, poi soldato, ma in una guerra vera, così che gli è occorsa la sventura di cadere prigioniero. Poi ha fatto l'ingegnere — era il suo lavoro — ma in un ambiente in cui industria e creatività erano elementi dai solidi e imprevedibili legami. In tal modo ha potuto scrivere libri per ragazzi, e li ha anche illustrati; e poi ha ideato spettacoli, affidando l'azione a marionette da lui stesso costruite.
Sapeva dunque fare tante cose questo nonno. Già perché, come tanti, Carlo Brizzolara è stato anche un nonno.
Noi siamo fortunati, conosciamo sua nipote. Si chiama Francesca, e da grande è diventata una bravissima attrice.
Così, forse anche per questa singolare coincidenza dovuta al fatto che il mondo del teatro è fatto di persone che si conoscono tutte le une con le altre, ci pare che sia ancora più forte l'impressione che, con Carlo Brizzolara, si incontri un artista vicino a tutti noi. Qualcuno che scrive libri e che nel frattempo va in fabbrica tutte le mattine. Qualcuno il cui nome ritrovi in libreria, sotto l'etichetta di importanti case editrici, ma che ha affidato all'eleganza della carta stampata una storia che con ogni probabilità i bambini che gli vivevano attorno dovevano aver già ascoltata dalla sua stessa voce.

Lontana da ogni sacralità, con questo Nonno, capace di grandi storie, la cultura si fa possibilità di vita quotidiana.
Per la Residenza Un territorio per Bambiniateatro Carlo Brizzolara è dunque il simbolo di tanti altri nonni capaci di narrare, di restare in equilibrio sul sottilissimo filo del dialogo tra generazioni.
Un dialogo i cui attori, anziani e giovanissimi, porteranno in scena sul palcoscenico del Giacosa, il teatro della comunità canavesana.