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BAMBINIATEATRO
XIV edizione
Dicembre 2008 maggio 2009 |
GLI
SPETTACOLI DI BAMBINIATEATRO
SCHEDE
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COMPAGNIA
INTRECCI TEATRALI
presenta
CIAO TU!
Tratto
dal libro di Beatrice Masini e Roberto Piumini
Età consigliata 11-13
anni
durata 60
Spettacolo
collegato al tema "Tra letteratura e teatro"
Residenza multidisciplinare 2008
"UN TERRITORIO PER BAMBINIATEATRO"
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Due
adolescenti ai primi giorni di scuole. Quella
nuova, quella che si fa da "grandi"
le cosiddette superiori, linizio di unavventura
che dovrà accompagnarci verso il futuro.
Viola e Michele si "incontrano" grazie
a un gioco di lettere segrete, vivendo il mondo
magico della corrispondenza come luogo esclusivo
di contemplazione della realtà attraverso
acerbe ma profonde riflessioni.
Nello scrivere e nel leggere "laltro"
i tempi si dilatano, lasciando spazio ai desideri,
alle incertezze, ai sogni, nellinsaziabile
e curiosa ricerca di identità. Lindagine
è in corso.
Nascono domande e pensieri nuovi.
"A te non capita di non sapere chi sei? Ho
limpressione di non avere neanche i contorni.
Non so dove vado, cosa farò da grande,
cosa farò domattina. Che malattia è?"
Viene spontaneo domandarsi, come si starebbe nel
mondo se fosse possibile mantenere nella nostra
vita la stessa attenzione che Michele e Viola
hanno luno verso laltra.
Perché la condizione di raccoglimento,
di vicinanza, con se stessi e laltro, di
profonda intimità che accompagna la dedica
o la lettura di una lettera sono difficili da
ritrovare in un confronto dal vivo in un mondo
distratto dalle circostanze esterne.
"mi sembra che siamo in uno sbaglio, presi
in giro nel tempo da qualcosa o qualcuno
"
"sono sollevata di sapere che anche tu, ogni
tanto, senti dei buchi dentro
"
Il sottotitolo di "Ciao tu" è
una frase molto semplice, quasi ovvia, ma tuttaltro
che facile da comprendere: "Perché
niente è tutto bianco o tutto nero."
Che sia forse questo uno dei temi da approfondire?
Perché gli autori tra tante possibilità
hanno scelto proprio questa frase?
E forse un modo per stimolarci a cogliere
meglio le sfumature tra il bianco della carta
e il nero dellinchiostro? Chissà!?
Una cosa è sicura, scrivere a qualcuno
richiede una certa qualità.
Sia che una lettera la si riceva sia che la si
scriva, è il mistero che comanda.
"le parole scritte non fanno rumore, si leggono
e si rileggono, si guardano in trasparenza, si
può anche spiare tra le righe, per vedere
cose che forse ci sono, forse no. Giocare ad immaginarle
non fa male!".
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COMPAGNIA
BELLA
presenta
QUELL'ASINO DI UN BUE
Età consigliata 6
10 anni
teatro d'attore con animazione di oggetti
durata 60'
Spettacolo collegato al tema "Tra letteratura
e teatro" Residenza multidisciplinare 2008
"UN TERRITORIO PER BAMBINIATEATRO"
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Tutti
conoscono l'asino e il bue. Ma da dove vengono
quei due? Che mistero si nasconde dietro quei
musi che sembrano più adatti ad un circo
che ad un teatro?
La nostra storia inizia con un regalo. Ogni regalo
ha bisogno di un pacco. E il pacco di un bel fiocco!
Così, completati con l'aiuto di un bambino
i comici preparativi di un gigantesco fiocco,
ecco l'esplosione di un'avventura che coinvolge
attori e pubblico.
Merende, torte, feste di compleanno e Capodanno,
Carnevale e Natale, musica, presepi e un libro
misterioso che ci porta sottoterra a conoscere
un simpatico diavoletto. Un diavolo speciale,
che odia il male e decide di lasciare l'inferno
per vedere il mondo. Ma, appena fuori, si imbatte
in un personaggio molto diverso da lui: un angelo!
Dopo un duello tra pioggia e lampi, i due decidono
per una temporanea "pace in terra".
Le avventure però non sono finite, perchè
il gioco teatrale dei due attori, orchestrato
dalla regia di un clown come Bano Ferrari e condotto
nello stile di un musical attraverso le canzoni
di Walter Muto, si riempie di trovate: una magica
campanella che tramuta uomini in animali, un cappello
che si illumina appena sente odore di bugie, un
drappello di diavoli che fa tutto a rovescio,
salite e discese su scale e ascensori, ali per
volare, fuochi artificiali, ombrelli e duelli,
rime e indovinelli.
E finalmente la commedia si apre al mistero della
Mezzanotte visto attraverso le stralunate facce
dei nostri due simpatici e diversissimi amici,
concludendo una vicenda che ha il sapore comico
del Carnevale, ma anche quello magico del Natale.
Una storia antica e popolare adatta ad ogni tempo
e ogni bambino grande o piccolo, giovane o vecchio
che sia.
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ODATEATRO/IL
CERCHIO DI GESSO
presenta
L'ISOLA DEL TESORO (rock)
liberamente tratto da Robert Louis Stevenson
Età consigliata
6 11 anni
Spettacolo di Teatro d'attore
durata 60
Spettacolo
collegato al tema "Tra letteratura e teatro"
Residenza multidisciplinare 2008
"UN TERRITORIO PER BAMBINIATEATRO"
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Jim
è un ragazzo insolitamente ostinato e
sognatore. Lavora come un asino in una locanda
sulla costa, ma trova anche il tempo per stare
dietro ai discorsi del vecchio pirata ubriacone
detto il Capitano Bill Bones. Non gli piace
stare lì e ogni tanto si perde nelle
sue fantasticherie fatte di avventure, viaggi
e musica. Ma Jim resterebbe un ragazzo pieno
di sogni, se la vita non gli proponesse una
grande sfida e, contemporaneamente, loccasione
per crescere e rivelare tutto il suo coraggio
e la sua abilità.: la ricerca di un tesoro.
Lincontro con i "grandi", per
età ed esperienza, lo costringe a maturare
in fretta, a capire il senso del bene e del
male. Ed è soprattutto grazie al torbido
ma simpatico e seducente pirata Long John Silver
che Jim riesce a trovare un tesoro ben più
prezioso delle monete e dei gioielli sepolti
nella mitica isola: un nuovo se stesso. Per
farlo avrà bisogno dellaiuto e
degli ostacoli di molti diversi personaggi che
nella finzione del teatro potranno assumere
via via i ruoli, di Bill Bones, di Long John
Silver, del perfido marinaio Hands o del buffo
unico "uomo dellisola", quel
pirata Ben Gunn lasciato lì dal terribile
pirata Flint ad eterna punizione.
Uno spettacolo con una forte componente musicale
le musiche, a partire dal leggendario
canto "Quindici uomini", sono state
appositamente create dal compositore Gipo Gurrado
- e allestito in uno spazio che allude ad un
palco da concerto rock e che si trasforma nei
vari luoghi della vicenda.
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IL
BAULE VOLANTE
presenta
ATTENTO PIERINO ARRIVA IL LUPO
Età consigliata 6-8 anni
Spettacolo di teatro di narrazione e teatro di
figura
durata 60
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La
fiaba musicale di Prokofiev vuole introdurre i
bambini, anche i più piccoli, allascolto
della musica classica e vuole insegnare loro ad
individuare i suoni dei diversi strumenti musicali.
Nel nostro spettacolo ci proponiamo di raggiungere
questo risultato attraverso una messinscena agile
e divertente, dove si susseguono senza sosta le
sorprese e i colpi di scena.
Il tema della paura del lupo è inoltre
uno dei più frequenti nella letteratura
per linfanzia. Il lupo di questo allestimento
però viene mostrato fin dallinizio
dello spettacolo: la paura è subito esorcizzata
grazie ad una presentazione di effetto comico.
Il finale positivo della storia dà inoltre
al bambino, che si identifica naturalmente nel
protagonista, sicurezza, fiducia nella sua capacità
di superare gli ostacoli, da solo oppure con laiuto
degli amici.
LA CREAZIONE DELLO SPETTACOLO
Lo spettacolo è nato da una ricerca del
gruppo sulla costruzione e lanimazione delle
figure (pupazzi). La storia di Pierino e il lupo
è stata scelta in quanto particolarmente
adatta a questo tipo di ricerca.
Abbiamo quindi inizialmente costruito i diversi
personaggi in gommapiuma, molto differenti tra
loro per struttura e carattere, e ne abbiamo approfondito
le possibilità di movimento nello spazio,
lo studio della voce ecc. lavorando a lungo con
ogni singolo pupazzo.
Solo a questo punto e dopo molti ascolti della
musica di Prokofiev è iniziata la fase
di ideazione e di montaggio delle singole scene.
Molto tempo è stato dedicato ad un lavoro
di adattamento della drammaturgia, per rendere
la messinscena agile e divertente, ma senza perdere
di vista i contenuti didattici.
Ne è nato un testo in versi, giocato ora
sulle assonanze tra le parole, ora sulle rime
vere e proprie.
LE TECNICHE E I LINGUAGGI UTILIZZATI
La storia viene narrata da un attore/narratore
sulla musica di Prokofiev. Due animatori interagiscono
con i pupazzi in gommapiuma e con il narratore.
Le azioni avvengono sul ritmo della musica con
movimenti appropriati, in una sorta di danza/racconto.
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TEATRO
DELL'ARCHIVOLTO
presenta
CAPO DI CHE
Età consigliata 8 13 anni
Spettacolo d'attore con canzoni
durata 60.
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"
la politica non si tratta né di
una cosa " da grandi" né di una
" professione", ma di
qualcosa di cui, se riflettete meglio su
di voi, su quelli che incontrate a scuola, nel
quartiere
o anche in famiglia, avete assolutamente bisogno.
Prima imparate di che cosa si tratta e
meglio è per voi stessi e per il mondo.
Perché se non si fa politica, voglio dire
se non la
fanno tutti, ci sarà sempre qualcuno che,
senza consultare gli altri, deciderà sulla
loro
testa
"
L.C. deputata del Parlamento Europeo
Fabrizio ha 8 anni, suo papà fa il capo
e da grande vorrebbe diventare come lui; anche
Elena ha 8 anni, ma lei si lamenta perché
ci sono un sacco di cose che non vanno in città
e perché i bambini non possono nemmeno
votare. Ma ecco che ladulto di turno porta
una notizia inattesa: il Sindaco ha deciso di
formare il Consiglio Comunale dei bambini. Ha
inizio così una veemente campagna elettorale.
Nello stesso tempo nella fattoria del signor Vanni
gli animali hanno deciso di ribellarsi alle angherie
del loro padrone e
Ci pare che negli ultimi tempi, lidea
di politica come cosa che coinvolge tutti sia
andata
perduta. Almeno in Italia. Spesso non bastano
le nozioni della vecchia "educazione civica"
per capire quanto sia importante, nella vita quotidiana
di tutti, la civile e pacifica
convivenza, insomma lo stare insieme. Forse il
teatro può aiutare il recupero di una
politica giusta che appartiene al popolo. Noi
crediamo che questa idea di politica sia
indispensabile per la crescita dellindividuo,
fin dalla giovane età.
Lo spettacolo si prefigge proprio di mettere di
fronte, il giovane uomo, ai problemi del
vivere insieme, senza però dare ricette
o indirizzi precisi ma, partendo dal concetto
filosofico di politica e far scaturire una profonda
riflessione che coinvolga allievi e
educatori, bambini e adulti.
Lo spettacolo è accompagnato dalle musiche
di Paolo Silvestri.
Per la stesura dello spettacolo ci siamo ispirati
molto liberamente a due testi che vi consigliamo
di leggere: Margherita e la politica di Virginie
Lou (ed. Motta Junior) e I capi e gli altri di
Labbé-Puech (ed. ApeJunior).
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ACCADEMIA
PERDUTA / TANTI COSI PROGETTI
presenta
IL LUPO E I SETTE CAPRETTI
Età consigliata 6-8 anni
Spettacolo di attore con pupazzi e oggetti
durata 50
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Il
lupo e i sette capretti nella
versione dei fratelli Grimm, che sembra essere
la più conosciuta: sei ingenui capretti
finiscono nella pancia del lupo. Solo il più
piccolo sfugge alla sua bocca vorace. Insieme
alla mamma, con astuzia e coraggio, salverà
i fratellini
Questa fiaba è il punto di partenza di
un lavoro che ha portato TCP ad una messa in scena
con figure nella quale, parallelamente alla ricerca
sul linguaggio della favola con le sue tante sfumature,
approfondisce il lavoro sulle tecniche di animazione
che da sempre caratterizzano le sue produzioni.
Ne Il lupo e i sette capretti cè
linesperienza e lingenuità
di sette caprettini che non conoscono il mondo
e che si fidano delle apparenze.. Cè
la paura, cè lindifferenza,
cè il quieto vivere da parte di altri
personaggi della storia che pur intuendo i progetti
del lupo, conosciuto come pericoloso, non ne ostacolano
loperato. Cè il camuffamento
della voce, cè il cambiamento di
aspetto del lupo. Cè il divorare.
Cè la casualità per cui sei
capretti vengono divorati e uno si salva. Cè
il settimo capretto, per fortuna, a raccontare
alla mamma quello che è successo. Cè
il disperato ed efficace tentativo di mamma capra
che non solo salva la prole, ma che neutralizza
la minaccia. Cè la pancia del lupo
che viene aperta con un taglio, lestrazione
di coloro che sono stati divorati. Cè
lingordigia del lupo che troppo in fretta
ha divorato i capretti e che quindi non riesce
ad assimilarli, ma dei quali è appesantito.
Cè la sostituzione dei capretti nella
pancia del lupo con grossi sassi. Cè
il lupo che perisce, annegando in un fiume al
quale si era avvicinato per dissetarsi. Cè
il ricordo della brutta avventura che sarà
insegnamento per il futuro. Cè la
ricostituzione del piccolo gruppo che, facendo
tesoro dellavventura trascorsa, riacquista
la felicità.
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ASSEMBLEA
TEATRO
presenta
LA COSTITUZIONE IN DIECI COLORI
Età consigliata 8-12 anni
Spettacolo di attore
durata 60.
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Cosè
la Costituzione?
Perché la Costituzione è un testo
importante?
E noioso leggere la Costituzione con la
propria mamma? O si può scoprire che non
solo è utile ma anche divertente!
Andrea è un giovane adolescente e deve
leggere per "compito a casa" la Costituzione.
Lo fa... e non lo fa!
Un po legge
e un po ascolta
musica a tutto volume.
Finché rientra a casa "mamma"
e allora tutto cambia.
Prima si abbassa il volume, poi si ricomincia
a leggere e stavolta sul serio, ma anche a parlare,
a fare esempi, a discutere, a confrontarsi.
Insomma, con mamma la Costituzione diventa un
testo vivo e, in qualche modo, molto più
molto interessante!
Le parole diventano colori per disegnare i malanni
ma anche i potenziali della società e del
mondo che gira attorno.
Prima è la mamma a porre domande e ad offrire
le risposte poi, via via, anche "il piccolo"
Andrea diventa "grande" e interroga.
Interroga cercando nuove risposte.
Insieme, mamma e Andrea, scoprono quanto la Costituzione,
ancora oggi, a sessantanni dalla sua scrittura,
sia un testo "vivo".
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LE
NUVOLE
presenta
L'ACQUA E LA NOCE
Età
consigliata 6 8 anni
Spettacolo di Teatro d'attore
durata 60.
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"Raccontami una favola in cui ci possano
essere il mare e la pecora, la notte e la noce,e
mentre racconti tienimi la mano mamma, tienimi
forte la mano finché non mi addormento
"
È una fiaba su genitori e figli; una fiaba
sulla paura, sul mare, sulla magia e su tutto
quello che c'è al di là di.
Una fiaba sul Mediterraneo.
Nel Mar Mediterraneo ci sono tantissimi isolotti
disabitati e senza nome. Su uno di questi, un
piccolo scoglio in mezzo al mare, piccolo come
una noce, vivono una potente maga e sua figlia.
Sono circondate dall'acqua ma ne hanno paura.
Che fare se si vive circondati dalla propria paura?
Si cerca di starne lontani, si cercano incantesimi
a base di zenzero e coraggio, si fanno pozioni
con erbe magiche e con le spezie più potenti,
perfino con quelle perdute nella notte dei tempi:
acqua coria - gemme di sale - salsa pariglia -
noce moscata - segala cornuta - dragoncello -
basilico e cannella.
La paura fa diventare tristi e la figlia della
maga non vuole essere triste, non vuole diventare
come la roccia che le ospita: dura e inospitale,
e mischia, trita e amalgama in cerca della pozione
giusta
sesamo per fare i cuori più
forti, peperoncino per avere piedi più
veloci e anice stellato per i sogni più
grandi.
Per tenere lontano il grande mare. Per tenere
lontano il pericolo, lignoto, la paura.
Ma il mare grande e sconosciuto - è
davvero così pericoloso?
Una notte, incuriosito dal canto della figlia
della maga, arriva dallacqua proprio il
mare; le porta dei regali: un canto da un paese,
una filastrocca da un altro e un vestito da un
altro paese ancora; tanti doni da tanti paesi
diversi, fino a donarle l'ingrediente segreto,
il più potente di tutti, il suo nome: "Mediterraneo".
Canti, filastrocche e racconti, ascoltati nei
paesi lontani eppure così vicini. Per vincere
la paura di tutto quello che ancora non conosciamo.
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COLTELLERIA
EINSTEIN
presenta
STILE LIBERO
Età consigliata 11-13 anni
Spettacolo di attore
durata 60.
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"La
partita sta per cominciare e i calciatori entrano
in campo, l'urlo della folla, il campione saluta
i tifosi. Qualche palleggio per scaldare i muscoli,
due tiri in porta, palla sul dischetto, fischio
d'inizio...come il vento, infinito silenzio, interminati
spazi, profondissima quiete...GOAL!"
Due studenti, una ragazza e un ragazzo.
Lui sportivo senza limiti, trascura gli studi.
Lei ha una grande passione per la poesia, è
studiosa ma è goffa e non sa muoversi in
palestra. Sul campo, stanca, stramazza al suolo.
Decidono di aiutarsi, di diventare sparring partner
l'uno dell'altra. Il traguardo non è facile:
per lui un'interrogazione su "L'infinito" di Giacomo
Leopardi, per lei una gara d'atletica sulla lunga
distanza. In questo lungo allenamento della mente
e del corpo, i due giungono a scoprire profondità,
incroci, passaggi, dribbling, equilibri, contrasti.
E tagliare il traguardo è una piccola vittoria.
Attraverso le vicende parallele di formazione
dei due protagonisti e dell'occasione che li mette
a confronto (l'interrogazione su Leopardi e la
gara di atletica), lo spettacolo evidenzia alcuni
nodi etici e comportamentali. Da un lato c'è
una comune matrice: la necessità del superamento
di continue prove, in gara sempre e comunque con
se stessi, come lato costitutivo ed essenziale
della crescita e della vita. Dall'altro troviamo
i valori della poesia -sguardo incessante dentro
di sè e verso il sociale, ricerca dell'armonia-
e le valenze contraddittorie dell'attività
agonistica. Contemporaneamente e in maniera inaspettata,
la storia chiarisce i punti di incontro tra sport
e poesia: l'invenzione e il gioco, il senso del
bello, l'azione.
In un gioco di scontri e incontri, in modo a volte
divertente, lieve e comico o, altre volte, teso
e ruvido, si svolge il viaggio di apprendimento
e conoscenza dei due studenti.
Giacomo Leopardi, quasi come un terzo personaggio,
o accompagna l'azione e propizia l'invenzione
attraverso la sua straordinaria esperienza artistica
e di vita. E la poesia "L'infinito", perde la
sua valenza scolastica, "costruttiva e noiosa",
emerge dalla pagina stampata, scalda l'atmosfera,
grida quello che è carne e sangue di un
uomo.
L'infinito ed il limite divengono denominatori
comuni delle due storie: gli "interminati spazi"
della poesia si distendono oltre la barriera della
siepe, così come, nella corsa, ad ogni
passo e ad ogni respiro, si può sempre
aggiungere ancora un passo, ancora un respiro.
Fino al traguardo e all'"ultimo orizzonte", brevi
attimi di pausa nel tempo e nello spazio oltre
i quali la pista continua, nuovi paesaggi si aprono.
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IL
CONTATO / TEATRO GIACOSA DI IVREA
presenta
QUATTRO PASSI VERSO LUNITÀ DITALIA
Spettacolo realizzato
in collaborazione con IL CONTATO/TEATRO GIACOSA
DI IVREA
nellambito di un progetto di sviluppo
didattico rivolto alle scuole secondarie di
I Grado
Testi
di G.Verga, E. De Amicis, G.Berchet, A.Manzoni,
G.Leopardi, S.Pellico, G. Mameli
Età consigliata 13-16 anni
Reading/Lettura teatrale
durata 70
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I
centocinquantanni dellUnità
dItalia si avvicinano e se per tutti gli
italiani sarà un anniversario memorabile,
per i piemontesi rivestirà forse un significato
speciale per il ruolo che essi ebbero nel processo
che condusse attraverso il Risorgimento allunificazione
politica e amministrativa della penisola.
Il Teatro Giacosa intende perciò prestare
attenzione non episodica e occasionale a una ricorrenza
sulla quale occorre riflettere in un momento nel
quale spinte di diversa natura tendono a mettere
in discussione la nostra storia recente.
Quattro passi verso lUnità dItalia
costituisce un momento di riflessione teatrale
attraverso una rilettura drammatizzata di alcuni
fra i testi letterari più significativi
composti a cavallo tra il 1818 e il 1861: letti
e studiati nelle scuole superiori, essi sono spesso
impalliditi nelle nostre memorie e comunque sono
legati allobbligo dellapprendimento
e a una comprensione spesso solo parziale.
Scelti da Valentina Garavaglia, i testi poetici
e in prosa sono stati montati da Lucilla Giagnoni
che li interpreterà sulla scena insieme
ad Eugenio Allegri.
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TEATRI
IMPERFETTI
presenta
IO SONO QUI
Età consigliata 6-10
anni
Spettacolo di Teatro-danza con immagini video
proiettate
durata 60.
Menzione speciale Premio Scenario Infanzia
2006
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LIDEA
Progetto di movimento per due corpi diversi alla
ricerca di un incontro... un abbraccio. In scena
una donna e una bambina di dieci anni che si guardano,
si osservano, alla ricerca di un reale contatto:
il genitore e il bambino sono comunque sempre
da soli nellincontro. La fatica dellincontro
tra ladulto e il bambino e la necessità
di riuscirci. Lincontro come occasione unica
di ascolto e di crescita.
LAZIONE
La scena è vuota:un muro rosso delimita
lo spazio e un pannello bianco decentrato. In
scena una donna, una bambina e un calzino verde
indossato prima da una poi dallaltra e alla
fine da entrambe. Allinterno di questo delicato
"filo verde" si svolge unazione
accompagnata da immagini proiettate su superfici
diverse con le quali linterazione sarà
necessaria per raccontare la storia e da alcune
brevi dialoghi e suggestioni verbali. Le due danz-attrici
racconteranno la solitudine del bambino e delladulto,
il bisogno di incontrarsi, le incomprensioni,
la gioia di sentirsi in due, il gioco, la quotidianità,
la rabbia, la difficoltà di condividere
tempi-spazi-ritmi diversi e allo stesso tempo
loccasione che la diversità offre
a entrambe: alladulto di ritrovare la dimensione
del gioco, della leggerezza, dellironia,
della fragilità, dello stupore... al bambino
di essere aiutato, considerato, amato, stimato
e protagonista nella grande sfida di crescere
mantenendo la forza dell "essere piccoli".
"Esserci"come occasione per amare ed
essere amati.
I LINGUAGGI
Teatro danza - immagini in una interazione
necessaria per raccontare. Teatro: frammenti di
testo che accompagnano il movimento. Lo sguardo
della bambina è una presenza forte che
accompagna ogni azione delladulto, è
uno sguardo che osserva, accoglie, cerca di capire
e chiede risposte. Danza: gestualità- azioni
fisiche e danzate che raccontano le emozioni attraverso
uno studio dello spazio e del ritmo di due fisicità
diverse e a momenti identiche -legate da curiosità
e capacità di imitazione. La ricerca della
presenza scenica e della qualità del movimento
si basa sulla valorizzazione dellautenticità
e della spontaneità della relazione. Immagini:
filmati, disegni... proiezioni che rappresentano
emozioni e pensieri, in movimento, disegni-segni
come i due corpi delle danz-attrici che proiettati
raccontano limpronta da cui tutta la storia
parte e la possibilità infinita nel tempo
di continuare a incontrarsi. Limmagine che
appare e scompare completa la presenza fisica
in una danza.
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NONSOLOTEATRO
presenta
UN MAIALINO TUTTO NERO
Età consigliata 6 10 anni
Spettacolo di Teatro di attore
durata 60.
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LA
TRAMA: "Cera una volta un bambino ...
anzi no, un maialino, che invece di essere tutto
rosa come gli altri suoi compagni era sempre tutto
sporco di fango, di sugo, erba e nutella, ma la
cosa che gli piaceva di più era tuffarsi
nelle pozzanghere ... insomma era un maialino
tutto nero, un po grassoccio, vivace e forte
come solo un maialino di campagna può esserlo
e schizzato dalla testa ai piedi come la tavolozza
di un pittore, il suo nome era Piggi ma tutti
lo chiamavano Ciccio Schizzo." La storia
di Piggi è la storia di tutti quei "maialini
neri" che, pieni di vita e liberi da inibizioni,
affrontano la vita come unavventura continua.
Piggi è uno di quei maialini che ad un
certo punto, senza accorgersene, siritrova dallaltra
parte, additato dai maialini rosa come uno di
quelli sporchi e malvestiti, uno di quelli da
prendere in giro. Ma Piggi non è un maialino
qualsiasi, lui è Ciccio Schizzo e ...
TEMI PREVALENTI: "Un maialino tutto nero"
è un racconto divertente nato lavorando
su un tema importante quale il "bullismo
infantile". La sintesi teatrale ruota intorno
allo stimolo trattoda un nucleo narrativo essenziale,
citato in "Le domande dei bambini" (ed.
Bur) dalla psicologa dellinfanzia Anna Oliverio
Ferraris e liberamente tratto dagli scritti dello
scrittore e formatore Jacques Salomè, fondatore
dellecologia relazionale(metodo E.S.P.E.R.E.
energia specifica per unecologia relazionale
essenziale); uno stimolo importante che ha dato
il via ad un intenso lavoro con due classi di
prima elementare, che ha restituito materiali
successivamente rielaborati "digeriti esedimentati"
allinterno del testo teatrale.
TECNICHE E LINGUAGGI TEATRALI UTILIZZATI: Lo spettacolo
è sostenuto da una drammaturgia costituita
da episodi narrativi che compongono la storia/metafora
del maialino Ciccio Schizzo che, attraverso una
serie di avventure comiche quotidiane, attraversa,
vivendolo, il fenomeno del bullismo, per riuscire,
al termine delle sue esperienze, a vincere la
propria violenza con il fondamentale aiuto della
maestra, prendendo coscienza delle sue azioni
e facendosi così accettare dalla comunità.
Non manca, nello spettacolo, un elemento al limite
con il misterioso: una scatola nera contenente
cubetti colorati eilluminati; metafora delle mille
emozioni, delle memorie e dei sentimenti evocati
dal personaggio in scena. Il narratore si fa quindi
medium tra la storia e il pubblico, ma, essendo
la storia una divertente metafora, sarà
poi così vero che il personaggio in scena
sia così estraneo ai fatti raccontati?
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NONSOLOTEATRO
presenta
LA STORIA DI LISETTA E DEL SUO MAGICO TAPPETO
Età consigliata scuola dellinfanzia
Spettacolo di attore con oggetti.
Durata 45
SPETTACOLO A PIANTA CENTRALE PER UN MASSIMO
DI 50 SPETTATORI
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LO
SPETTACOLO Lisetta è una bambina che gioca
con il suo papà.
Il regno di Lisetta è un grande tappeto
colorato; una mappa immaginaria di una casa, un
luogo caro da esplorare nel quale, giocando a
nascondino con papà, si possono incontrare
storie e personaggi fantastici.
Lattrice accompagna i bambini nella magica
dimensione del teatro; li porta intorno ad un
luogo che vede al centro un grande tappeto colorato;
lo spazio scenico che contiene la magia del racconto.
E poi? E poi il gioco a nascondino col papà,
la ricerca nei luoghi più sconosciuti della
casa, lincontro con personaggi misteriosi...
LE TEMATICHE PRINCIPALI Il tema intorno al quale
ruota la lineare drammaturgia dello spettacolo
è la conquista e scoperta degli spazi quotidiani.
Una conquista fisica e immaginifica dentro la
quale il bambino colloca la sua fantasia per appropriarsi
di quella quotidianità che è ancora
tutta da scoprire. Nello spettacolo resta un punto
fisso, un cardine affettivo: il genitore presente
(in questo caso specifico il papà chiuso
in bagno) che guida la scoperta, consentendo la
conquista di unautonomia casalinga che assume
il profilo di unavventura.
LE TECNICHE E I LINGUAGGI Lo spettacolo è
strutturato su una drammaturgia di narrazione
teatrale che si basa sul lavoro d'attore. Traendo
dallesperienza laboratoriale, ne risulta
una recitazione leggera e tenera, lontana dai
clamori ridondanti della recitazione da palcoscenico.
FONTI
"La storia di Lisetta e del suo magico tappeto"
nasce da un percorso di ricerca effettuato in
collaborazione con le insegnanti della scuola
per linfanzia Anna Frank di Pinerolo (TO).Una
rappresentazione teatrale fortemente legata allosservazione
accurata sul "campo".
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COMPAGNIA
IL DOTTOR BOSTIK
presenta
BOMBOLO A CAVALLO DEL SOLE
Storia
di un pupazzo alla scoperta del mondo (e del suo
animatore)
Età consigliata scuola dellinfanzia
Spettacolo di burattini (è necessario uno
spazio alto mt 3.10).
durata 50
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Per
la prima volta esce di casa
Il sole lo abbaglia,
la notte lo avvolge, la nuvola lo bagna, la bambina
che incontra lo meraviglia, il dono che lei gli
regala lo emoziona. Questa è la storia
di Bombolo. Bombolo non è il nome di un
bambino. Bombolo è il nome di un pupazzo.
Lo ha costruito quello stesso animatore che lo
muove, a vista, sulla scena. Anzi è l'animatore
che lo accompagna con discrezione, quasi lo protegge
senza troppo apparire, nel dipanarsi della vicenda.
La storia di Bombolo è quella della scoperta
del mondo, di quel mondo che aspetta ogni bambino
fuori dalla sua stanza, dalla sua casa, dal palazzo,
appena lasciata la mano del proprio genitore;
e di quel mondo che ogni piccolo individuo scopre
piano piano dentro di se, tanto vasto quanto quello
che si vede fuori dalla finestra.
Una storia iniziatica, poetica e delicata, che
vale una riflessione per gli adulti che saranno
tra il nostro pubblico. Lasciata la mano ai bambini
- che non sono pupazzi - a ognuno è dato
il compito di accompagnare chi muove i passi nel
mondo. Come e quando è la domanda cui non
possiamo non rispondere.
Lazione si svolge dentro una baracca dei
burattini, in questo caso una grande scatola concepita
come un vero e proprio teatro in miniatura, essendo
provvista di palcoscenico, quinte, fondali, graticcio,
tiri e americane per i fari. La scenografia rappresenta
il cortile della casa di Bombolo, circondato da
alti palazzi e da uno spicchio di cielo, che si
intravede.
Lo spettacolo è articolato
in quadri, dalla nascita di Bombolo alla sua uscita
al mondo. Non utilizza linguaggio verbale, ogni
quadro è reso comprensibile dallimmagine
in movimento (il pupazzo è animato a vista
dallanimatore che interagisce con lui) e
dalla musica. Bombolo è una marionetta
scolpita in legno: lo stile dei pupazzi e delle
scenografie richiamano larte del primo 900
e un certo genere di giocattoli che avevano un
marcato richiamo alle avanguardie artistiche del
periodo.
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DRAMMATICO
VEGETALE
presenta
TRE VOLTE ANDERSEN
la fiaba della mia vita
Età consigliata scuola dellinfanzia
Spettacolo di figura e narrazione.
durata 45.
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Quella
di H. C. Andersen è stata una vita spesa
a scrivere e raccontare storie, a ritagliare "strane
e divertenti figurine" nella carta, per animare
il suo personale, onirico teatro della vita.
La totale dedizione alla scrittura, che lo ha
accompagnato per tutta la durata della sua vita,
è stata premiata da una ben meritata popolarità
universale, sia fra i piccoli che fra gli adulti.
Ci piace ricordare l'autore danese utilizzando
proprio gli ingredienti più significativi
del suo mondo fantastico, e combinarli, per tre
volte, in differenti maniere nel nostro teatro.
Il teatro di narrazione dialoga con le figurine
di un teatro delle ombre ricavato in un vecchio
tamburo, che a sua volta si confonde con quel
teatro di marionette tanto amato da Andersen.
Così, nello spettacolo, fiabe note e meno
note escono da una scatola di cartone piena di
ricordi: un pisello rinsecchito, un vecchio soldatino,
la scatola stessa trasformata in teatrino di figure,
una forbice e poco altro, si mettono a raccontare.
Poveri oggetti-ricordo, sufficienti ad alimentare
il racconto de La principessa sul pisello, delle
due lumachine della Famiglia felice e del Tenace
soldatino di stagno.
Piccole cose apparentemente insignificanti, racchiuse
in un semplice teatrino, che diventa per la magia
del teatro, il microcosmo delle nostre paure e
delle nostre gioie.
Sono le nostre, semplici storie che accompagnano
il viaggio di tutti, grandi e piccoli, a cercare
risposte, e volte timide, a volte coraggiose,
alle piccole e grandi domande della vita quotidiana.
Grazie Andersen.
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MARIONETTE
GRILLI
presenta
GIANDUJA E LA FARINA MAGICA
Età consigliata scuola dellinfanzia
Spettacolo di burattini.
durata 50.
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Ispirato
ad un antico canovaccio dell800, Gianduja
viene mandato dalla sua consorte Giacometta dallaltra
parte del bosco a consegnare un sacco di farina
alla povera nonna malata, raccomandandosi di fare
bene attenzione al sacco di farina, poiché
essa è magica...ma, purtroppo il terribile
servo del diavolo ha ascoltato tutto, e visto
linteresse per la farina magica farà
di tutto per portarla via al povero Gianduja.
Gianduja parte e fa vari incontri, con divertenti
gags. Quello più strano lo fa con un mendicante
cui Gianduja fa la carità. Il mendicante
è un angelo travestito che lo ringrazia
regalandogli tre desideri. Grazie a questo incantesimo
Gianduja riuscirà ad arrivare dalla suocera.
Quando arriverà la farina diventata magica
compirà lultimo incantesimo. La compagnia
vuole con questo spettacolo riproporre e rilanciare
il personaggio di Gianduja in veste di burattino
che tanto caro fu ai nostri avi. La vicenda si
svolge con tecniche di improvvisazione sulla semplice
base di un canovaccio secondo la più pura
delle tradizioni burattinesche, lasciando allinventiva
del burattinaio (che dà voce a tutti i
personaggi), di far progredire la vicenda sulla
base delle risposte che riceverà dal piccolo
e grande pubblico.
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