BAMBINIATEATRO
XIII edizione
Novembre 2007 – maggio 2008

GLI SPETTACOLI DI BAMBINIATEATRO
SCHEDE

TEATRO EVENTO
presenta
LA CASINA DEGLI GNOMI

Età consigliata 6-8 anni
Spettacolo di teatro di narrazione e teatro di figura
durata 60’

Con questa nuova produzione Teatro Evento completa una sua ideale "Trilogia degli gnomi", avviata con "Gli gnomi di Natale (1997)" e poi proseguita, con "Verdino e il pentolone degli gnomi (2002)". La principale fonte d’ispirazione per la scrittura di La casina degli gnomi (come per lo spettacolo Verdino) è una fiaba tratta dalla raccolta Le favole del dottore, edita da FA.NE.P.,
In un freddo giorno d’inverno, sotto un cielo grigio che promette neve, la casina abbandonata, ribellandosi alla sorte di essere venduta al primo arrivato, che magari la farà demolire per costruire al suo posto una fabbrica inquinante, tira fuori da sotto il pavimento quattro piedi e se ne va in giro per il mondo alla ricerca di qualche posto più allegro e sicuro. Sfinita per il lungo viaggio, al calar della notte, s’imbatte in un’altra casina che accetta volentieri di averla come vicina. Prima di addormentarsi, le due casine si scambiano le loro confidenze, sotto la neve che comincia a cadere lenta. La casina abbandonata viene allora a sapere che la casina del bosco ha una padrona, Matilda, una vecchietta che si guadagna da vivere vendendo il latte della sua mucca. Purtroppo, Matilda è in ospedale ormai da otto settimane, per via di una brutta storta, mal curata, che si è presa sul finir dell’estate, proprio mentre portava a pascolare la mucca che ora è accudita da una famiglia di gnomi che va anche a consegnare il latte agli abitanti del villaggio. Così facendo, gli gnomi vogliono ricambiare quel piccolo gesto di generosità che Matilda riservava loro ogni giorno, quando prendeva da sotto un cespuglio della radura, dove vive la famiglia di gnomi, una piccola brocca, grande come un mezzo barattolo di marmellata, la riempiva di latte e la rimetteva sotto il cespuglio; la mattina dopo la brocca era di nuovo allo stesso posto, vuota e pulita. Quando le due casine si risvegliano c’è quasi un metro di neve e ancora non smette; e così la casina abbandonata decide di restare ancora un poco, magari fino a quando la neve non si sarà tutta sciolta e lei potrà rimettersi in viaggio e poi, gli gnomi le hanno promesso anche di darle una sistemata.
Quando un’ambulanza scarica Matilda davanti alla casina nel bosco, con la caviglia stretta in una ingessatura, la vecchietta scoppia a piangere di gioia: nel camino il fuoco è acceso; la mucca è lì, che scodinzola in perfetta forma e sul tavolo di cucina ci sono i soldi del latte di otto settimane e due giorni…A mezzanotte la casina abbandonata, che si era beatamente addormentata, comincia a sentire dentro di sé un grande sconvolgimento: rumore di passi, scarico di bagagli, spostamento di mobiletti, un crepitio di fuoco che viene acceso, lettini che vengono fatti alla belle e meglio…poi, un russare lento, sottile…tipicamente gnomesco. "Strano modo di darmi una sistemata" pensa la casina degli gnomi, che ormai non si sente più abbandonata.

ACCADEMIA PERDUTA ROMAGNE TEATRI
presenta
BANDIERA
ballata per una foglia

Età consigliata 6-8 anni
Spettacolo di attore
durata 60’

Dieci anni dopo "Cipì", Accademia Perduta incontra ancora Mario Lodi, scrittore per l’infanzia i cui racconti sono scaturiti dal rapporto con i bambini nella sua esperienza di maestro elementare.
Il testo scelto da Claudio Casadio, che ne ha curato l’adattamento teatrale e la regia, è "Bandiera" tenera favola sul ciclo delle stagioni.
La vita delle piante, in particolare di una foglia di ciliegio, Bandiera appunto, che resiste imperterrita attaccata al suo ramo, incurante dell’arrivo dell’inverno, è il filo conduttore dello spettacolo.
Questa lotta impari con la natura vinta da Bandiera, durerà fino al nascere delle nuove foglioline all’arrivo di una nuova stagione.
Tema dello spettacolo è la poesia della vita nella sua gioia e nella sua malinconia in una tenera e delicata accettazione del suo ciclo.
Lo spettacolo ricerca la trasformazione di un racconto in teatro conservandone e amplificandone il lato poetico.
Un magico gioco di oggetti, creati da Marcello Chiarenza, creano uno spazio scenico dove un albero viene trasformato a vista dagli attori nel susseguirsi delle stagioni.
La musica e le canzoni, eseguite dal vivo, creano la colonna sonora che accompagna la suggestione del racconto.

COMPAGNIA ECCENTRICI DADARO'
Presenta
STORIA DI POCHI CENTIMETRI E DI PIUME

Età consigliata 6-10 anni
Spettacolo di attore e giocoleria
durata 60’

Lo spettacolo è liberamente tratto dal romanzo " Peter Pan" di Barrie
Un sogno o una storia vera..un viaggio oppure no.. una storia che racconta dei grandi e dei piccoli. Una storia sui grandi che dimenticano e quelli che cercano di ricordare..
Una storia su chi ha smesso e chi continua a guardare le stelle..
Una storia sui genitori e sui figli.
Uno spettacolo nato per i bambini e consigliato agli adulti…
Uno spettacolo per accompagnare in volo Arturo, un professore che crede soltanto ai numeri, allergico alla parola fantasia e Wendy, sua figlia, in fuga per non diventare grande...
Uno spettacolo alla ricerca di Peter Pan, l’eterno bambino fuggito a soli sette giorni di vita... e un’Isola di piume leggere, bolle di sapone e navi invisibili… per riaprire una finestra sbarrata da troppo tempo…
Uno spettacolo per scoprire, forse, che diventare grandi non significa dimenticare di aver avuto un giorno le ali..
Un invito a darsi la mano per non avere paura di cercare orizzonti lontani.

CA' LUOGO D'ARTE
Presenta
FIABA ITALIANE

Età consigliata 6 — 10 anni
Spettacolo di Teatro d'attore e pupazzi
durata 60’.

Le fiabe sono vere -scriveva Italo Calvino- sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita; sono il catalogo dei destini che possono darsi ad un uomo ed a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi di un destino: dalla nascita, che sovente porta in sé un auspicio e una condanna, alla giovinezza, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto fino a confermarsi come essere umano".
E’ importante nutrirsi ed essere nutriti di fiabe. Sospendere, anche solo per poco, il chiaroscuro della realtà, per inoltrarsi in un bosco o in un palazzo fatato, vedendo le vite di ognuno rapite da amori fatati o sconvolte da terribili magie, messe alla prova da percorsi irti di ostacoli, verso felicità prigioniere di un incantesimo, assaporando "l’infinita possibilità di metamorfosi di tutto ciò che esiste"… Così anche nelle vite dei popoli, che paiono fisse ed immutabili, tutto torna possibile: re giusti si rivelano persecutori, castelli coperti di rovi si risvegliano a nuova vita, i poveri diventano ricchi, gli ingiusti vengono puniti…
Fiabe, appunto…
In questo spettacolo abbiamo scelto di raccontare le fiabe del popolo italiano, fiabe raccolte con grande minuzia dal Nord al Sud, fiabe apparentemente tutte uguali, ma che hanno assorbito l’eco lontana dell’anima del popolo italiano raccontatore, gli odori del bosco e del mare, gli accenti di dialetti ormai perduti, profumo di povertà e di cibi diversi, mantenendo la passione e la speranza che si esprimeva nell’attitudine di "narrar fiabe".
Due "raccontatori di italianità" si muovono nella scenografia di un’Italia in miniatura, che, come un grande flipper, si illumina a caso su una regione o una città, narrando fiabe italiane.
Sono molto simili le une alle altre, le fiabe italiane, nei passaggi obbligati per arrivare alla soluzione, nei motivi che cambiano semplicemente "tipo", nelle morali finali. Sta infatti alla piccola e grande "arte italiana" di questi due raccontatori organizzarle, valorizzarle, tenendole unite col sottile filo della storia di un popolo che trasmette con queste fiabe il colore dei suoi luoghi, le sue fatiche, le sue speranze, il suo contenuto.
Quindi, di nuovo con Calvino:
"Chi sa quanto è raro costruire un sogno senza rifugiarsi nell’evasione, formarsi un’autocoscienza che non rifiuta l’invenzione di un destino; chi conosce la forza di una realtà che interamente esplode in fantasia, sa che miglior lezione, poetica e morale, le fiabe non potrebbero darci"

TEATRO INVITO / FONDAZIONE CULTURALE - GALLARATE
Presenta
IL RAGAZZO DEGLI AQUILONI

Età consigliata 12 — 15 anni
Spettacolo d'attore
durata 60’.
"Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale. Ricordo il momento preciso……"
Lo spettacolo ispirato al libro "Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini ne ripercorre soprattutto la prima parte .
E’ la storia di due giovani ragazzi in Afghanistan, prima dell’invasione russa.
La storia di un’amicizia, di un tradimento e di una colpa che non si può dimenticare.
Amir e Hassan, vivono a Kabul, in una Kabul dove i bambini possono essere ancora bambini.
Amir e Hassan sono amici, sono come fratelli, pur essendo uno il servo dell’altro, pur essendo uno pashtun e l’altro hazara. La loro vita scorre tra giochi, scorribande e conflitti fino al giorno in cui in un vicolo di Kabul cambierà per sempre. Hassan non sarà mai più il più abile e sorridente cacciatore di aquiloni della città ed Amir non scorderà mai di aver commesso una colpa terribile.
E’ un mondo maschile quello che viene narrato, un mondo di padri e figli dai rapporti difficili, un mondo di amicizia maschile, un mondo di conflitti tra uomini.
L’infanzia di Amir e Hassan finisce dietro un vicolo e poco dopo la Storia, quella terribile di questo paese, entra violenta nella storia dei due ragazzi, spazzando via ogni possibilità di infanzia.
Lo spettacolo, si concentra soprattutto sulla vicenda umana spiando l’anima, dei due adolescenti protagonisti, in profondità narrando, quindi, una vicenda che non ha confini, né territori, né tempo, ma al contrario possiede la stessa forza di un mito antico.
I padri, Baba l’irraggiungibile, Ali l’affettuoso, Rahim il comprensivo, segnano il destino di Amir e di Hassan; così come lo segna Assef il ragazzo violento ed arrogante, così come lo segna la Storia. Ma esiste sempre una possibilità di riscatto, perché " Esiste un modo per tornare ad essere buoni"

NONSOLOTEATRO
presenta
LE AVVENTURE DI UN ASINO CHIAMATO LUCIO

Età consigliata 8 — 11 anni
Spettacolo di Teatro d'attore
durata 55’.
Due personaggi, un uomo e una donna, due "narratori di strada", due guitti-trovatori col gioco del teatro nel corpo e nella mente, raccontano la storia di un asino, ... anzi di un ragazzo, ... anzi di un ragazzo che diventa asino per tornare uomo dopo incredibili, surreali e meravigliose avventure.
"Le avventure di un asino chiamato Lucio" è uno spettacolo che mette in scena la fiaba del crescere, una fiaba ricolma di curiosità, di errori, di magie e di prove che il protagonista Lucio deve superare per poter tornare ad essere uomo.
Liberamente ispirata a "L’asino d’oro" di Apuleio, questa storia, raccontata dai due giocosi narratori, assomiglia alle disavventure di un Pinocchio antico, dove l’essere asino significa intraprendere un viaggio per superare paure, sofferenze e delusioni, scoprendo una realtà ancora sconosciuta.
Il testo raccontato in scena è contenitore delle dinamiche fondamentali legate alla crescita: la curiosità, la mancanza di prudenza, l’entusiasmo e l’incoscienza portano il protagonista a vivere un’esperienza di disagio e sofferenza, attraverso la quale troverà il riscatto emotivo e la conquista della propria coscienza, oltre che il senso della propria libertà. La struttura della storia, come la maggior parte dei testi antichi, è affascinante ed educativa allo stesso tempo, è metafora delle varie fasi della vita umana e dei suoi sentimenti. Cogliere queste intuizioni universali, espresse attraverso la teatralità, può essere un buon veicolo per l’approfondimento e il collegamento alla vita reale dei ragazzi.

CREST
presenta
STORIE GIGANTI


Età consigliata 6-10 anni
Spettacolo di Teatro di attore
durata 60’.
C’era una volta un uomo solo e saggio…
aveva vissuto prima e dopo e conosceva l’inizio e la fine di tutte le storie.
Come un grande burattinaio teneva tra le pieghe delle sue dita i fili di tutte le fiabe del mondo: ne era il custode.
Spesso accadeva che i bambini tentavano, con fare furtivo e ingenuo, di cancellare dalle storie gli orchi, le streghe e i lupi… e allora il Custode si infuriava, sghignazzava e ripeteva la sua lezione a menadito: "Per viver felici e contenti bisogna stringer bene i denti e affrontar a muso duro tutto ciò che è triste e scuro."
Le fiabe sono custodi di un sapere antico e archetipo. Come dice Calvino sono vere, "varia casistica di vicende umane, spiegazione generale della vita"; attraverso esse ogni bambino, o adulto che sia, trova la cura della sua anima, l’ordine nella sua casa interiore.
Ogni fiaba è una perla, perfetta e bella perché sedimentata a lungo nei secoli e ci chiama severa, come la vita d’altronde, ad affrontare una prova, a superare pericoli, a superare noi stessi: orchi, streghe e lupi non si possono cancellare perché sono proprio loro a insegnarci che esistono i predatori e che potremmo essere divorati. Comprendere il predatore è diventare maturi, non più vulnerabili per ingenuità, inesperienza o stupidità.
Senza questa conoscenza nessuno sarebbe capace di attraversare il suo bosco, la sua vita, senza essere divorato.
In "storie giganti" in scena, insieme a quattro attori, vi è un armadio posto su una base di praticabili; i continui spostamenti dell’armadio e i passaggi "segreti" attraverso i praticabili consentono i cambi scena e il passaggio da una fiaba all’altra.
Individuato il tema centrale della paura e, di conseguenza, scelte le fiabe che a tal riguardo stimolavano maggiormente l’immaginario del regista e degli attori, è cominciato il lavoro di improvvisazione, che ha prodotto una serie di materiali, a partire dai quali il regista, selezionando e riformulando, ha creato lo spettacolo.
I linguaggi teatrali utilizzati sono quelli del teatro d’attore e del teatrodanza.
Il teatro d’attore si differenzia dal teatro di figura o d'animazione, in quanto è l'attore in carne e ossa che recita e riempie la scena.
Con il termine teatrodanza si intende invece una diramazione nell'ambito della danza
moderna dell'espressionismo tedesco degli anni Trenta.

ONDA TEATRO
presenta
HABITAT


Età consigliata 10 — 13 anni
Spettacolo di Teatro di attore
durata 60’.
Un uomo e una donna si trovano casualmente seduti al medesimo tavolino di un déhors di una città turistica. In attesa entrambi di qualcuno che dovrebbe raggiungerli, intraprendono una conversazione casuale sul mondo in cui viviamo oggi, accompagnati dagli interventi di una stravagante barista-musicista. La riflessione si sposta successivamente sul mondo in cui si viveva in passato per alcuni versi decisamente peggiore del nostro, per altri tuttavia di gran lunga migliore. Infine, concludono con l’immaginare un ipotetico habitat futuro.
La discussione prende corpo tra una "consumazione" e l’altra. E i tre dialoghi - incentrati sul presente, passato e futuro - si accendono di tinte tragicomiche, poetiche e grottesche, mentre le musiche, oltre a punteggiare i ragionamenti e le azioni dei due protagonisti, creano un sipario tra un dialogo e l’altro.
Il finale giunge del tutto inaspettato…

Temi prevalenti:
La creazione di questo spettacolo nasce dalle suggestioni che la parola habitat ci ha suggerito. Solitamente s’intende definire con la parola habitat l’insieme delle condizioni ambientali che permettono la vita e lo sviluppo di determinate specie vegetali e animali . Tuttavia, possiamo anche definire l’habitat come il complesso delle condizioni ambientali, delle strutture e dei servizi che caratterizzano un’ area di insediamento urbano (dal latino "habitare" divenuto poi "abitare").
In entrambi i casi, si aprono diverse opportunità per sviluppare una riflessione stimolante su alcuni aspetti del nostro quotidiano, confrontarli con il passato e immaginarli in un futuro prossimo.
Oggi siamo tutti tesi nello sforzo di migliorare l’habitat in cui viviamo, ma non riusciamo a esimerci da evidenti contraddizioni. Attuiamo la raccolta differenziata, sosteniamo i vantaggi della medicina naturale, ma siamo anche grandi frequentatori di centri commerciali e consumatori di reality shows. In passato, la natura era sì varia e incontaminata, tuttavia l’igiene era trascurata e il sistema fognario lasciava alquanto a desiderare… Scopriamo l’esistenza di nuovi pianeti magari abitabili, ma allo stesso tempo temiamo finali catastrofici.
Lo spettacolo ha lo scopo di sensibilizzare i ragazzi e i giovani nei confronti proprio dell’habitat nel quale vivono e di quello che costruiranno nel loro futuro.

Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani
presenta
LA VALIGIA DELLE FIABE


Età consigliata scuola dell’infanzia
Spettacolo di attore con oggetti.
durata 45’.
Le valigie che un magico narratore porta con sé nei suoi viaggi,racchiudono le fiabe. Con tutto il suo bagaglio l’uomo percorre il mondo intero e quando apre una delle sue valigie appaiono oggetti, suoni, immagini sorprendenti. Aladino, I tre porcellini, Hansel&Gretel, Cenerentola, Biancaneve, la Bella Addormentata, Cappuccetto Rosso, schiudono per un attimo il coperchio e lasciano intravedere un mondo incantato a chi abbia voglia di indossare lenti speciali.

LE TEMATICHE PRINCIPALI
Il viaggio appare come un’occasione per far comunicare tra di loro compartimenti che non sono poi così stagni: apparentemente Gretel e la Bella non interagiscono e paiono appartenere ciascuna alla propria storia, ma è tangibile l’aria che accomuna tutte le storie, l’aria di un mondo magico che salva dalla brutalità dell’indifferenza e dalla frammentazione della realtà. Dunque la magia apparirebbe come un atteggiamento di colui che vuole assaporare la vita e giocare con la realtà delle cose, senza per questo essere meno vicino alla verità (infatti il narratore-viaggiatore è più che mai presente e comunicativo).
Portare con sé altri pezzi di mondo e fare dono di parti di sé è il gioco di chi apre e chiude valigie per svuotarle o riempirle e per trasportarle lontano, più lontano possibile, che è in fondo molto vicino.
Il narratore porta con sé tutta la propria memoria, che si è riempita di tutte le fiabe che ha ascoltato e raccontato.
E’ come se tutte le fiabe, pur raccontando cose diverse, raccontassero una sola storia, molto profonda e vicina all’esperienza umana: la vita, appunto.
Assistiamo dunque a un gioco di scoperte, sorprese e contaminazioni continue tra una fiaba e un’altra, che è come dire tra un’esperienza di vita e un’altra.

COMPAGNIA IL MELARANCIO
presenta
A BREMA !


Età consigliata scuola dell’infanzia
Spettacolo di burattini (è necessario uno spazio alto mt 3.10).
durata 50’.
Lo spettacolo si ispira alla fiaba dei fratelli Grimm e, con i ritmi le gags del teatro dei burattini, ne ripercorre liberamente la storia contaminando il racconto con le incursioni di altri personaggi fiabeschi e burattineschi; ne risulta un racconto visto interamente attraverso l’angolo visuale degli animali protagonisti, dove il mondo dell’umano pur presente appare lontano, soltanto accennato dalla comparsa di oggetti, braccia, mani, gambe, piedi e soprattutto suoni.

LA TRAMA
"Benvenuti al Barbablues, il primo animal-music-bar del mondo delle fiabe!". Così termina lo spettacolo, che prende avvio con la presentazione di un gatto di origini aristocratiche, ultimo rampollo di una nobile stirpe, che vanta tra i suoi antenati il famosissimo Gatto con gli Stivali. Ma l’indegno discendente, anziché cacciare topi fa combutta con loro e viene buttato fuori di casa; questa cocente umiliazione, diventa per lui il motore del riscatto: egli sente di nuovo scorrergli nelle vene lo spirito dell’avventura e parte alla volta di Brema per diventare musicista. Durante il viaggio si imbatte in un cane, che abbindolato dalle sue lusinghe decide di seguirlo.
Cammina, cammina, i due incontrano un gallo canterino, appena sfuggito dalla pentola in cui era stato buttato: anche lui si sta dirigendo a Brema, per fare il cantante e così proseguono il viaggio in tre. Incontrano poi un vecchio asino, destinato al macello, lo convincono a seguirli e diventano quattro.
Raggiungono il bosco abitato da un misterioso e crudele mago. Cala la notte: è una notte da tregenda! i quattro animali si trovano a combattere contro il mago e solo il coraggio del cane riesce a salvare gli amici e a metterlo in fuga. All’alba i quattro giungono alla casa di Barbablù, il sanguinario orco uccisore di mogli, che proprio in quel momento sta affilando i suoi coltelli.
Il gatto, mosso da un impeto di eroismo, rievocando le leggendarie imprese del suo antenato, si lancia contro l’orco assassino; questi però non è certo tipo da spaventarsi e ad avere la peggio è dunque proprio il gatto… sono gli amici, accorsi in suo aiuto, a salvarlo all’ultimo minuto.
Ma quando tutto sembra portare al lieto fine ecco ricomparire il terribile mago …
Come è che a conclusione venga inaugurato il Barbablues, rimane un enigma che si può risolvere soltanto assistendo allo spettacolo.

IL TEATRO LABORATORIO MANGIAFUOCO
presenta
RADICI dai miti alle origini


Età consigliata scuola dell’infanzia
Spettacolo di attore con figure animate a vista e musica suonata dal vivo.
durata 45’.

Le radici del mondo raccontate, in scena, da radici-burattino.
Com’è nato il mondo?
Abbiamo pensato di rispondere a questa domanda dei bambini avvicinandoci alle origini: i miti di creazione.
Ne abbiamo letti molti, africani, indiani, esquimesi, andini, orientali ("Miti e Leggende" di R. Pettazzoni. Ed. Utet) cercando i legami esistenti tra la nostra cultura e le altre. In scena c’è un albero, un bonsai naturale, nato sulle rocce di una montagna, testimone di vento e pioggia che hanno sconvolto il mondo quando il sole è scomparso. Eppure il profumo di una vita nuova era nell’aria. E così, poco alla volta, si svegliano gli animali addormentati fra i rami dell’albero e, aspettando che la luna ritrovi il sole, raccontano le loro storie. C’è Messer Ragno che desiderava vedere cosa ci fosse sotto le nuvole, Tene la lumaca con sulle spalle un enorme tamburo pieno di animali e piante, Tuffolo il pesce che non sapeva ancora nuotare ma era molto coraggioso e... il Carpaccio, puzzolente e dispettoso. I burattini sono costruiti con radici, legni, conchiglie e sassi levigati con piccole aggiunte di stoffa, corda, colori: abbiamo deciso di mantenere i materiali così, quasi come li abbiamo trovati sulla spiaggia. Lo spettacolo si schiude come una scatola cinese, ogni frammento ne apre un altro per ricomporsi, alla fine, col ritorno del sole. La musica dal vivo, il suono dolce ed evocativo dell’arpa accompagnano la narrazione e l’animazione.