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BAMBINIATEATRO
XIII edizione
Novembre 2007 maggio 2008 |
GLI
SPETTACOLI DI BAMBINIATEATRO
SCHEDE
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TEATRO
EVENTO
presenta
LA CASINA DEGLI GNOMI
Età
consigliata 6-8 anni
Spettacolo
di teatro di narrazione e teatro di figura
durata
60
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Con
questa nuova produzione Teatro Evento completa
una sua ideale "Trilogia degli gnomi",
avviata con "Gli gnomi di Natale (1997)"
e poi proseguita, con "Verdino e il pentolone
degli gnomi (2002)". La principale fonte
dispirazione per la scrittura di La casina
degli gnomi (come per lo spettacolo Verdino)
è una fiaba tratta dalla raccolta Le
favole del dottore, edita da FA.NE.P.,
In un freddo giorno dinverno, sotto un cielo
grigio che promette neve, la casina abbandonata,
ribellandosi alla sorte di essere venduta al primo
arrivato, che magari la farà demolire per
costruire al suo posto una fabbrica inquinante,
tira fuori da sotto il pavimento quattro piedi
e se ne va in giro per il mondo alla ricerca di
qualche posto più allegro e sicuro. Sfinita
per il lungo viaggio, al calar della notte, simbatte
in unaltra casina che accetta volentieri
di averla come vicina. Prima di addormentarsi,
le due casine si scambiano le loro confidenze,
sotto la neve che comincia a cadere lenta. La
casina abbandonata viene allora a sapere che la
casina del bosco ha una padrona, Matilda, una
vecchietta che si guadagna da vivere vendendo
il latte della sua mucca. Purtroppo, Matilda è
in ospedale ormai da otto settimane, per via di
una brutta storta, mal curata, che si è
presa sul finir dellestate, proprio mentre
portava a pascolare la mucca che ora è
accudita da una famiglia di gnomi che va anche
a consegnare il latte agli abitanti del villaggio.
Così facendo, gli gnomi vogliono ricambiare
quel piccolo gesto di generosità che Matilda
riservava loro ogni giorno, quando prendeva da
sotto un cespuglio della radura, dove vive la
famiglia di gnomi, una piccola brocca, grande
come un mezzo barattolo di marmellata, la riempiva
di latte e la rimetteva sotto il cespuglio; la
mattina dopo la brocca era di nuovo allo stesso
posto, vuota e pulita. Quando le due casine si
risvegliano cè quasi un metro di
neve e ancora non smette; e così la casina
abbandonata decide di restare ancora un poco,
magari fino a quando la neve non si sarà
tutta sciolta e lei potrà rimettersi in
viaggio e poi, gli gnomi le hanno promesso anche
di darle una sistemata.
Quando
unambulanza scarica Matilda davanti alla
casina nel bosco, con la caviglia stretta in una
ingessatura, la vecchietta scoppia a piangere
di gioia: nel camino il fuoco è acceso;
la mucca è lì, che scodinzola in
perfetta forma e sul tavolo di cucina ci sono
i soldi del latte di otto settimane e due giorni
A
mezzanotte la casina abbandonata, che si era beatamente
addormentata, comincia a sentire dentro di sé
un grande sconvolgimento: rumore di passi, scarico
di bagagli, spostamento di mobiletti, un crepitio
di fuoco che viene acceso, lettini che vengono
fatti alla belle e meglio
poi, un russare
lento, sottile
tipicamente gnomesco. "Strano
modo di darmi una sistemata" pensa la casina
degli gnomi, che ormai non si sente più
abbandonata.
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ACCADEMIA
PERDUTA ROMAGNE TEATRI
presenta
BANDIERA
ballata per una foglia
Età
consigliata 6-8 anni
Spettacolo di attore
durata 60
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Dieci
anni dopo "Cipì", Accademia Perduta
incontra ancora Mario Lodi, scrittore per linfanzia
i cui racconti sono scaturiti dal rapporto con
i bambini nella sua esperienza di maestro elementare.
Il testo scelto da Claudio
Casadio, che ne ha curato ladattamento teatrale
e la regia, è "Bandiera" tenera
favola sul ciclo delle stagioni.
La vita delle piante, in
particolare di una foglia di ciliegio, Bandiera
appunto, che resiste imperterrita attaccata al
suo ramo, incurante dellarrivo dellinverno,
è il filo conduttore dello spettacolo.
Questa lotta impari con
la natura vinta da Bandiera, durerà fino
al nascere delle nuove foglioline allarrivo
di una nuova stagione.
Tema dello spettacolo è
la poesia della vita nella sua gioia e nella sua
malinconia in una tenera e delicata accettazione
del suo ciclo.
Lo spettacolo ricerca la
trasformazione di un racconto in teatro conservandone
e amplificandone il lato poetico.
Un magico gioco di oggetti,
creati da Marcello Chiarenza, creano uno spazio
scenico dove un albero viene trasformato a vista
dagli attori nel susseguirsi delle stagioni.
La musica e le canzoni,
eseguite dal vivo, creano la colonna sonora che
accompagna la suggestione del racconto.
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COMPAGNIA
ECCENTRICI DADARO'
Presenta
STORIA DI POCHI CENTIMETRI E DI PIUME
Età consigliata 6-10 anni
Spettacolo di attore e giocoleria
durata 60
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Lo spettacolo
è liberamente tratto dal romanzo "
Peter Pan" di Barrie
Un sogno o una storia vera..un viaggio oppure
no.. una storia che racconta dei grandi e
dei piccoli. Una storia sui grandi che dimenticano
e quelli che cercano di ricordare..
Una storia su chi ha smesso e chi continua
a guardare le stelle..
Una storia sui genitori e sui figli.
Uno spettacolo nato per i bambini e consigliato
agli adulti
Uno spettacolo per accompagnare in volo Arturo,
un professore che crede soltanto ai numeri,
allergico alla parola fantasia e Wendy, sua
figlia, in fuga per non diventare grande...
Uno spettacolo alla ricerca di Peter Pan,
leterno bambino fuggito a soli sette
giorni di vita... e unIsola di piume
leggere, bolle di sapone e navi invisibili
per riaprire una finestra sbarrata da troppo
tempo
Uno spettacolo per scoprire, forse, che diventare
grandi non significa dimenticare di aver avuto
un giorno le ali..
Un invito a darsi la mano per non avere paura
di cercare orizzonti lontani.
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CA'
LUOGO D'ARTE
Presenta
FIABA ITALIANE
Età
consigliata 6 10 anni
Spettacolo di Teatro d'attore e pupazzi
durata 60.
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Le
fiabe sono vere -scriveva Italo Calvino- sono,
prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta
e sempre varia casistica di vicende umane, una
spiegazione generale della vita; sono il catalogo
dei destini che possono darsi ad un uomo ed a
una donna, soprattutto per la parte di vita che
appunto è il farsi di un destino: dalla
nascita, che sovente porta in sé un auspicio
e una condanna, alla giovinezza, al distacco dalla
casa, alle prove per diventare adulto fino a confermarsi
come essere umano".
E importante nutrirsi ed essere nutriti
di fiabe. Sospendere, anche solo per poco, il
chiaroscuro della realtà, per inoltrarsi
in un bosco o in un palazzo fatato, vedendo le
vite di ognuno rapite da amori fatati o sconvolte
da terribili magie, messe alla prova da percorsi
irti di ostacoli, verso felicità prigioniere
di un incantesimo, assaporando "linfinita
possibilità di metamorfosi di tutto ciò
che esiste"
Così anche nelle
vite dei popoli, che paiono fisse ed immutabili,
tutto torna possibile: re giusti si rivelano persecutori,
castelli coperti di rovi si risvegliano a nuova
vita, i poveri diventano ricchi, gli ingiusti
vengono puniti
Fiabe, appunto
In questo spettacolo abbiamo scelto di raccontare
le fiabe del popolo italiano, fiabe raccolte con
grande minuzia dal Nord al Sud, fiabe apparentemente
tutte uguali, ma che hanno assorbito leco
lontana dellanima del popolo italiano raccontatore,
gli odori del bosco e del mare, gli accenti di
dialetti ormai perduti, profumo di povertà
e di cibi diversi, mantenendo la passione e la
speranza che si esprimeva nellattitudine
di "narrar fiabe".
Due "raccontatori di italianità"
si muovono nella scenografia di unItalia
in miniatura, che, come un grande flipper, si
illumina a caso su una regione o una città,
narrando fiabe italiane.
Sono molto simili le une alle altre, le fiabe
italiane, nei passaggi obbligati per arrivare
alla soluzione, nei motivi che cambiano semplicemente
"tipo", nelle morali finali. Sta infatti
alla piccola e grande "arte italiana"
di questi due raccontatori organizzarle, valorizzarle,
tenendole unite col sottile filo della storia
di un popolo che trasmette con queste fiabe il
colore dei suoi luoghi, le sue fatiche, le sue
speranze, il suo contenuto.
Quindi, di nuovo con Calvino:
"Chi sa quanto è raro costruire un
sogno senza rifugiarsi nellevasione, formarsi
unautocoscienza che non rifiuta linvenzione
di un destino; chi conosce la forza di una realtà
che interamente esplode in fantasia, sa che miglior
lezione, poetica e morale, le fiabe non potrebbero
darci"
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TEATRO
INVITO / FONDAZIONE CULTURALE - GALLARATE
Presenta
IL RAGAZZO DEGLI AQUILONI
Età consigliata 12
15 anni
Spettacolo d'attore
durata 60.
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"Sono
diventato la persona che sono oggi all'età
di dodici anni, in una gelida giornata invernale.
Ricordo il momento preciso
"
Lo spettacolo ispirato al libro "Il cacciatore
di aquiloni" di Khaled Hosseini ne ripercorre
soprattutto la prima parte .
E la storia di due giovani ragazzi in Afghanistan,
prima dellinvasione russa.
La storia di unamicizia, di un tradimento
e di una colpa che non si può dimenticare.
Amir e Hassan, vivono a Kabul, in una Kabul dove
i bambini possono essere ancora bambini.
Amir e Hassan sono amici, sono come fratelli,
pur essendo uno il servo dellaltro, pur
essendo uno pashtun e laltro hazara. La
loro vita scorre tra giochi, scorribande e conflitti
fino al giorno in cui in un vicolo di Kabul cambierà
per sempre. Hassan non sarà mai più
il più abile e sorridente cacciatore di
aquiloni della città ed Amir non scorderà
mai di aver commesso una colpa terribile.
E un mondo maschile quello che viene narrato,
un mondo di padri e figli dai rapporti difficili,
un mondo di amicizia maschile, un mondo di conflitti
tra uomini.
Linfanzia di Amir e Hassan finisce dietro
un vicolo e poco dopo la Storia, quella terribile
di questo paese, entra violenta nella storia dei
due ragazzi, spazzando via ogni possibilità
di infanzia.
Lo spettacolo, si concentra soprattutto sulla
vicenda umana spiando lanima, dei due adolescenti
protagonisti, in profondità narrando, quindi,
una vicenda che non ha confini, né territori,
né tempo, ma al contrario possiede la stessa
forza di un mito antico.
I padri, Baba lirraggiungibile, Ali laffettuoso,
Rahim il comprensivo, segnano il destino di Amir
e di Hassan; così come lo segna Assef il
ragazzo violento ed arrogante, così come
lo segna la Storia. Ma esiste sempre una possibilità
di riscatto, perché " Esiste un modo
per tornare ad essere buoni"
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NONSOLOTEATRO
presenta
LE AVVENTURE DI UN ASINO CHIAMATO LUCIO
Età consigliata 8 11 anni
Spettacolo di Teatro d'attore
durata 55.
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Due
personaggi, un uomo e una donna, due "narratori
di strada", due guitti-trovatori col gioco del
teatro nel corpo e nella mente, raccontano la
storia di un asino, ... anzi di un ragazzo, ...
anzi di un ragazzo che diventa asino per tornare
uomo dopo incredibili, surreali e meravigliose
avventure.
"Le avventure di un asino chiamato Lucio" è
uno spettacolo che mette in scena la fiaba del
crescere, una fiaba ricolma di curiosità,
di errori, di magie e di prove che il protagonista
Lucio deve superare per poter tornare ad essere
uomo.
Liberamente ispirata a "Lasino doro"
di Apuleio, questa storia, raccontata dai due
giocosi narratori, assomiglia alle disavventure
di un Pinocchio antico, dove lessere asino
significa intraprendere un viaggio per superare
paure, sofferenze e delusioni, scoprendo una realtà
ancora sconosciuta.
Il testo raccontato in scena è contenitore
delle dinamiche fondamentali legate alla crescita:
la curiosità, la mancanza di prudenza,
lentusiasmo e lincoscienza portano
il protagonista a vivere unesperienza di
disagio e sofferenza, attraverso la quale troverà
il riscatto emotivo e la conquista della propria
coscienza, oltre che il senso della propria libertà.
La struttura della storia, come la maggior parte
dei testi antichi, è affascinante ed educativa
allo stesso tempo, è metafora delle varie
fasi della vita umana e dei suoi sentimenti. Cogliere
queste intuizioni universali, espresse attraverso
la teatralità, può essere un buon
veicolo per lapprofondimento e il collegamento
alla vita reale dei ragazzi.
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CREST
presenta
STORIE GIGANTI
Età consigliata 6-10
anni
Spettacolo di Teatro di
attore
durata 60.
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Cera
una volta un uomo solo e saggio
aveva vissuto prima e dopo e conosceva linizio
e la fine di tutte le storie.
Come un grande burattinaio teneva tra le pieghe
delle sue dita i fili di tutte le fiabe del mondo:
ne era il custode.
Spesso accadeva che i bambini tentavano, con fare
furtivo e ingenuo, di cancellare dalle storie
gli orchi, le streghe e i lupi
e allora
il Custode si infuriava, sghignazzava e ripeteva
la sua lezione a menadito: "Per viver felici
e contenti bisogna stringer bene i denti e affrontar
a muso duro tutto ciò che è triste
e scuro."
Le fiabe sono custodi di un sapere antico e archetipo.
Come dice Calvino sono vere, "varia casistica
di vicende umane, spiegazione generale della vita";
attraverso esse ogni bambino, o adulto che sia,
trova la cura della sua anima, lordine nella
sua casa interiore.
Ogni fiaba è una perla, perfetta e bella
perché sedimentata a lungo nei secoli e
ci chiama severa, come la vita daltronde,
ad affrontare una prova, a superare pericoli,
a superare noi stessi: orchi, streghe e lupi non
si possono cancellare perché sono proprio
loro a insegnarci che esistono i predatori e che
potremmo essere divorati. Comprendere il predatore
è diventare maturi, non più vulnerabili
per ingenuità, inesperienza o stupidità.
Senza questa conoscenza nessuno sarebbe capace
di attraversare il suo bosco, la sua vita, senza
essere divorato.
In "storie giganti" in scena, insieme
a quattro attori, vi è un armadio posto
su una base di praticabili; i continui spostamenti
dellarmadio e i passaggi "segreti"
attraverso i praticabili consentono i cambi scena
e il passaggio da una fiaba allaltra.
Individuato il tema centrale della paura e, di
conseguenza, scelte le fiabe che a tal riguardo
stimolavano maggiormente limmaginario del
regista e degli attori, è cominciato il
lavoro di improvvisazione, che ha prodotto una
serie di materiali, a partire dai quali il regista,
selezionando e riformulando, ha creato lo spettacolo.
I linguaggi teatrali utilizzati sono quelli del
teatro dattore e del teatrodanza.
Il teatro dattore si differenzia dal teatro
di figura o d'animazione, in quanto è l'attore
in carne e ossa che recita e riempie la scena.
Con il termine teatrodanza si intende invece una
diramazione nell'ambito della danza
moderna dell'espressionismo tedesco degli anni
Trenta.
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ONDA
TEATRO
presenta
HABITAT
Età consigliata 10 13 anni
Spettacolo di Teatro di attore
durata 60.
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Un
uomo e una donna si trovano casualmente seduti
al medesimo tavolino di un déhors di una
città turistica. In attesa entrambi di
qualcuno che dovrebbe raggiungerli, intraprendono
una conversazione casuale sul mondo in cui viviamo
oggi, accompagnati dagli interventi di una stravagante
barista-musicista. La riflessione si sposta successivamente
sul mondo in cui si viveva in passato per alcuni
versi decisamente peggiore del nostro, per altri
tuttavia di gran lunga migliore. Infine, concludono
con limmaginare un ipotetico habitat futuro.
La discussione prende corpo
tra una "consumazione" e laltra.
E i tre dialoghi - incentrati sul presente, passato
e futuro - si accendono di tinte tragicomiche,
poetiche e grottesche, mentre le musiche, oltre
a punteggiare i ragionamenti e le azioni dei due
protagonisti, creano un sipario tra un dialogo
e laltro.
Il finale giunge del tutto
inaspettato
Temi prevalenti:
La creazione di questo spettacolo
nasce dalle suggestioni che la parola habitat
ci ha suggerito. Solitamente sintende
definire con la parola habitat linsieme
delle condizioni ambientali che permettono la
vita e lo sviluppo di determinate specie vegetali
e animali . Tuttavia, possiamo anche definire
lhabitat come il complesso delle condizioni
ambientali, delle strutture e dei servizi che
caratterizzano un area di insediamento urbano
(dal latino "habitare" divenuto poi
"abitare").
In entrambi i casi, si aprono
diverse opportunità per sviluppare una
riflessione stimolante su alcuni aspetti del nostro
quotidiano, confrontarli con il passato e immaginarli
in un futuro prossimo.
Oggi siamo tutti tesi nello
sforzo di migliorare lhabitat in cui viviamo,
ma non riusciamo a esimerci da evidenti contraddizioni.
Attuiamo la raccolta differenziata, sosteniamo
i vantaggi della medicina naturale, ma siamo anche
grandi frequentatori di centri commerciali e consumatori
di reality shows. In passato, la natura era sì
varia e incontaminata, tuttavia ligiene
era trascurata e il sistema fognario lasciava
alquanto a desiderare
Scopriamo lesistenza
di nuovi pianeti magari abitabili, ma allo stesso
tempo temiamo finali catastrofici.
Lo spettacolo ha lo scopo
di sensibilizzare i ragazzi e i giovani nei confronti
proprio dellhabitat nel quale vivono e di
quello che costruiranno nel loro futuro.
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Fondazione
Teatro Ragazzi e Giovani
presenta
LA VALIGIA DELLE FIABE
Età consigliata scuola
dellinfanzia
Spettacolo di attore con
oggetti.
durata 45.
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Le
valigie che un magico narratore porta con sé
nei suoi viaggi,racchiudono le fiabe. Con tutto
il suo bagaglio luomo percorre il mondo
intero e quando apre una delle sue valigie appaiono
oggetti, suoni, immagini sorprendenti. Aladino,
I tre porcellini, Hansel&Gretel, Cenerentola,
Biancaneve, la Bella Addormentata, Cappuccetto
Rosso, schiudono per un attimo il coperchio e
lasciano intravedere un mondo incantato a chi
abbia voglia di indossare lenti speciali.
LE TEMATICHE PRINCIPALI
Il viaggio appare come unoccasione per far
comunicare tra di loro compartimenti che non sono
poi così stagni: apparentemente Gretel
e la Bella non interagiscono e paiono appartenere
ciascuna alla propria storia, ma è tangibile
laria che accomuna tutte le storie, laria
di un mondo magico che salva dalla brutalità
dellindifferenza e dalla frammentazione
della realtà. Dunque la magia apparirebbe
come un atteggiamento di colui che vuole assaporare
la vita e giocare con la realtà delle cose,
senza per questo essere meno vicino alla verità
(infatti il narratore-viaggiatore è più
che mai presente e comunicativo).
Portare con sé altri pezzi di mondo e fare
dono di parti di sé è il gioco di
chi apre e chiude valigie per svuotarle o riempirle
e per trasportarle lontano, più lontano
possibile, che è in fondo molto vicino.
Il narratore porta con sé tutta la propria
memoria, che si è riempita di tutte le
fiabe che ha ascoltato e raccontato.
E come se tutte le fiabe, pur raccontando
cose diverse, raccontassero una sola storia, molto
profonda e vicina allesperienza umana: la
vita, appunto.
Assistiamo dunque a un gioco di scoperte, sorprese
e contaminazioni continue tra una fiaba e unaltra,
che è come dire tra unesperienza
di vita e unaltra.
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COMPAGNIA
IL MELARANCIO
presenta
A BREMA !
Età consigliata scuola dellinfanzia
Spettacolo di burattini (è necessario uno
spazio alto mt 3.10).
durata 50.
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Lo
spettacolo si ispira alla fiaba dei fratelli Grimm
e, con i ritmi le gags del teatro dei burattini,
ne ripercorre liberamente la storia contaminando
il racconto con le incursioni di altri personaggi
fiabeschi e burattineschi; ne risulta un racconto
visto interamente attraverso langolo visuale
degli animali protagonisti, dove il mondo dellumano
pur presente appare lontano, soltanto accennato
dalla comparsa di oggetti, braccia, mani, gambe,
piedi e soprattutto suoni.
LA TRAMA
"Benvenuti al Barbablues, il primo animal-music-bar
del mondo delle fiabe!". Così termina
lo spettacolo, che prende avvio con la presentazione
di un gatto di origini aristocratiche, ultimo
rampollo di una nobile stirpe, che vanta tra i
suoi antenati il famosissimo Gatto con gli Stivali.
Ma lindegno discendente, anziché
cacciare topi fa combutta con loro e viene buttato
fuori di casa; questa cocente umiliazione, diventa
per lui il motore del riscatto: egli sente di
nuovo scorrergli nelle vene lo spirito dellavventura
e parte alla volta di Brema per diventare musicista.
Durante il viaggio si imbatte in un cane, che
abbindolato dalle sue lusinghe decide di seguirlo.
Cammina, cammina, i due incontrano un gallo canterino,
appena sfuggito dalla pentola in cui era stato
buttato: anche lui si sta dirigendo a Brema, per
fare il cantante e così proseguono il viaggio
in tre. Incontrano poi un vecchio asino, destinato
al macello, lo convincono a seguirli e diventano
quattro.
Raggiungono il bosco abitato da un misterioso
e crudele mago. Cala la notte: è una notte
da tregenda! i quattro animali si trovano a combattere
contro il mago e solo il coraggio del cane riesce
a salvare gli amici e a metterlo in fuga. Allalba
i quattro giungono alla casa di Barbablù,
il sanguinario orco uccisore di mogli, che proprio
in quel momento sta affilando i suoi coltelli.
Il gatto, mosso da un impeto di eroismo, rievocando
le leggendarie imprese del suo antenato, si lancia
contro lorco assassino; questi però
non è certo tipo da spaventarsi e ad avere
la peggio è dunque proprio il gatto
sono gli amici, accorsi in suo aiuto, a salvarlo
allultimo minuto.
Ma quando tutto sembra portare al lieto fine ecco
ricomparire il terribile mago
Come è che a conclusione venga inaugurato
il Barbablues, rimane un enigma che si può
risolvere soltanto assistendo allo spettacolo.
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IL
TEATRO LABORATORIO MANGIAFUOCO
presenta
RADICI dai miti alle origini
Età consigliata scuola dellinfanzia
Spettacolo di attore con figure animate a vista
e musica suonata dal vivo.
durata 45.
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Le radici del
mondo raccontate, in scena, da radici-burattino.
Comè nato il mondo?
Abbiamo pensato di rispondere a questa domanda
dei bambini avvicinandoci alle origini: i miti
di creazione.
Ne abbiamo letti molti, africani, indiani, esquimesi,
andini, orientali ("Miti e Leggende"
di R. Pettazzoni. Ed. Utet) cercando i legami
esistenti tra la nostra cultura e le altre.
In scena cè un albero, un bonsai
naturale, nato sulle rocce di una montagna,
testimone di vento e pioggia che hanno sconvolto
il mondo quando il sole è scomparso.
Eppure il profumo di una vita nuova era nellaria.
E così, poco alla volta, si svegliano
gli animali addormentati fra i rami dellalbero
e, aspettando che la luna ritrovi il sole, raccontano
le loro storie. Cè Messer Ragno
che desiderava vedere cosa ci fosse sotto le
nuvole, Tene la lumaca con sulle spalle un enorme
tamburo pieno di animali e piante, Tuffolo il
pesce che non sapeva ancora nuotare ma era molto
coraggioso e... il Carpaccio, puzzolente e dispettoso.
I burattini sono costruiti con radici, legni,
conchiglie e sassi levigati con piccole aggiunte
di stoffa, corda, colori: abbiamo deciso di
mantenere i materiali così, quasi come
li abbiamo trovati sulla spiaggia. Lo spettacolo
si schiude come una scatola cinese, ogni frammento
ne apre un altro per ricomporsi, alla fine,
col ritorno del sole. La musica dal vivo, il
suono dolce ed evocativo dellarpa accompagnano
la narrazione e lanimazione.
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