FILI IN LIBERTÀ
liberamente tratto da Il Filo
scena filosofico morale per marionette
di Giuseppe Giacosa


di Silvano Antonelli
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Con Alessandra Guarnero e Livio Vianello
Marionette di Andrea Rugolo
Scenografia di Gennaro Cerlino
Costumi L'Atelier di Augusta Franco
Registrazioni Studio Dinamo di Ettore Cimpincio
Foto di scena di Sasha Cavalli
Regia di Silvano Antonelli
Coproduzione Unoteatro / Scenari Progetti per lo spettacolo

La storia è apparentemente semplice.
Sei marionette — Arlecchino, Colombina, pantalone,Florindo, Rosaura e il Dottore — sono appese nel retropalco di un teatro, nell'attesa di andare in scena.
Tra di loro si scatena una discussione.
Il Dottore dice di aver lutto su un libro, scritto dagli Uomini, che questi sostengono che le marionette non si muovono da sole ma attraverso un filo.
Sono tutti sconcertati e furibondi.
Ma come osano?
"Vorrete mica dire ... " dice Florindo " ... che quando io ho liberato la Principessa sconfiggendo le guardie ... non ero io che agivo ma un filo che mi muoveva?"
Ognuno dice la propria tra il disappunto generale
Piuttosto, sostengono, sono gli uomini ad essere mossi da fili che tengono in fondo al cuore.
" Ne ho visto uno ... " dice Pantalone " ... legato con un filo al suo lavoro. Pur di guadagnare faceva qualsiasi cosa ... ".
" E io ... " dice Florindo " ... ne ho visto uno legato a una treccia bionda che gli faceva fare qualsiasi cosa... ".
Anche qui ognuno ha un aneddoto da raccontare.
O forse, come dice Colombina, c'è una doppia verità: ognuno vede il filo degli altri e non il proprio.

A partire da questa "scena" del Giacosa abbiamo provato ad approfondire il tema del rapporto tra i bambini e l'idea di libertà.
Chi sono i burattinai? I grandi? E cosa pensano i bambini dei loro fili? E quali fili vedono legati alla loro testa? E cosa significa cercare, anche da marionette, la propria libertà? Rodari , a questo proposito, aveva scritto una bellissima storia .....

Ne è venuto fuori Fili in libertà, in cui nella riproposizione della "scena" di Giacosa, riscritta in metrica e in un linguaggio comprensibile ai bambini di oggi, si inseriscono elementi della realtà bambina contemporanea, coi suoi fili, le sue marionette e i suoi burattinai. e i suoi burattinai.
E quando lo spettacolo, come prevedibile, ad un certo punto dovrà cominciare, tutte le marionette — ma proprio tutte - dovranno andare in scena.